(Adnkronos) - Quel che "con espresso riguardo ai procedimenti sulle stragi -aggiungeva Loris D'Ambrosio- ho invece sempre ritenuto e poi stigmatizzato in qualunque colloquio e' che le criticita' e i contrasti sullo svolgimento di quei procedimenti non giovano al buon andamento di indagini che imporrebbero, per la loro complessita', delicatezza e portata, strategie unitarie, covergenti e condivise oltre che il ripudio di metodi investigativi non rigorosi o almeno, non sufficientemente rigorosi nella ricerca delle prove e nella loro verifica di affidabilita'; oltre che, ancora, l'abiura di approcci disinvolti non di rado piu' attenti agli effetti mediatici e alla finalita' di giustizia". Il procuratore generale della Cassazione, il procuratore nazionale antimafia, il Csm, la commissione parlamentare Antimafia, scriveva ancora D'Ambrosio, "sanno bene che le criticita' e i contrasti esistono e sono gravi, ma che a essi non si riesce a porre effettivo rimedio". D'Ambrosio diceva di essere rimasto turbato nel leggere i resoconti di un'audizione all'Antimafia dichiarazioni di chi ammette che della cosiddetta trattativa Stato-mafia uffici giudiziari danno interpretazioni diversificate e spesso confliggenti, "ma che cio' e' fisiologicamente irrimediabile: come se, fosse la stessa cosa trattare lo stesso soggetto da imputato e da testimone o parte offesa, da fonte attendibile e da pericoloso e interessato depistatore". (segue)




