Roma, 18 lug. (Adnkronos) - "Ho detto chiaramente ai delegati del congresso: 'Se mi eleggete sappiate che voglio pieni poteri. Sulla linea politica e sulla gestione del partito'. Mi hanno eletto". Quanto alle affermazioni di Umberto Bossi, che dice di avere ancora potere di comando e decisionale, "non e' cosi'. La presidenza di Bossi e' un ruolo affettivo. Non ha nessun potere. E' il riconoscimento concesso alla sua storia personale". Lo dice a chiare lettere il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni, in un'intervista su Sette in edicola venerdi'. I cattivi risultati della Lega alle ultime amministrative, secondo Maroni, sono legati agli scandali del partito piu' che all'appoggio decennale a Berlusconi. "I nostri militanti - spiega - sanno che se per raggiungere il federalismo ti allei con qualcuno, qualche concessione la devi fare. Dopodiche' fino alla vicenda dei soldi investiti da Belsito in Tanzania non abbiamo avuto problemi". Sul futuro della Lega, "ho una strategia chiara - illustra il neo segretario - conquistare l'egemonia delle regioni del Nord. Diventare come la Csu bavarese. Fatto questo, essere presenti a Roma diventa meno importante". Quanto alla riforma della legge elettorale, Maroni individua nella "legge friulana" il modello ideale: "proporzionale, con una sola preferenza e il premio di maggioranza". Bacchetta poi Monti per essere andato in Ucraina a sostenere gli Azzurri. "Una volta li' - dice - si sarebbe dovuto togliere la giacca e avrebbe dovuto mostrare una maglietta con su scritto 'Tymoshenko libera'. Io lo avrei fatto".




