(Adnkronos) - "Seppelliamo un'istituzione, non una sua diversa articolazione - ha dichiarato Giovanni Santini (Pdl) - E' questo il senso ed il significato della nostra discussione". A suo parere il governo non poteva cancellare un organo costituzionale, ma e' intervenuto sul sistema elettivo, ora di secondo grado, ed ha conservato impropriamente alcune caratteristiche proprie di un organo statale. "Le Province sono state il solo ed unico bersaglio di una deriva populista - ha osservato -. Ora lo stanno diventando le Regioni". Secondo Santini, non ha molto senso la proposta di un'area vasta costiera, con un milione e cinquecentomila abitanti. A giudizio di Stefano Mugnai (Pdl) e' "grave" la decisione di non decidere, specialmente per assemblee elettive, che vedono ridursi i loro spazi. "Era un'occasione di farsi sentire - ha aggiunto -. Non c'e' da illudersi: delle due soluzioni (quattro province piu' Firenze e cinque province piu' Firenze), il Governo scegliera' quella meno costosa per le casse statalu, ma piu' drastica per i territori toscani" "Sul decreto c'e' dissenso e preoccupazione" ha rilevato Marco Spinelli (Pd) - E' un provvedimento sbagliato, che non migliorera' i servizi ai cittadini e non si muove verso la semplificazione. Lo subiamo e non condividiamo". Spinelli ha osservato che, se da un lato l'accentramento territoriale non funziona, dall'altro c'e' necessita' di riflettere su funzioni e competenze. "La Toscana o sara' di area vasta o non sara'", ha concluso. "Siamo stati promotori di un referendum per l'abolizione delle province, ma all'interno di un preciso percorso istituzionale", ha ricordato Marta Gazzarri, capogruppo Idv. A suo parere occorreva un confronto con le Regioni per definire criteri e parametri. Viceversa, siamo di fronte ad un "riordino raffazzonato", con divisioni all'interno degli stessi schieramenti, "di cui il governo nazionale deve assumersi piena responsabilita'". "E' una legge sbagliata, di un Governo e di un Parlamento che hanno la responsabilita' di non avere fatto una riforma istituzionale complessiva, a partire dal Senato federale", ha dichiarato il capogruppo Pd Vittorio Bugli. "C'e' una proposta del Consiglio delle Autonomie locali, istituito dalla Toscana nel 1998, di cui non possiamo politicamente non tenere conto - ha aggiunto -. Come maggioranza abbiamo provato a portare quella proposta un po' piu' avanti, ma le condizioni non c'erano. Le valutazioni diverse vengono sottoposte al Governo ed al Parlamento". (segue)




