Libero logo

Toscana: Magnolfi (Pdl), bene taglio consiglieri ma Pd ha avuto poco coraggio

domenica 28 ottobre 2012
Toscana: Magnolfi (Pdl), bene taglio consiglieri ma Pd ha avuto poco coraggio

2' di lettura

Firenze, 24 ott. - (Adnkronos) - "La riduzione a 40 del numero dei consiglieri regionali era una decisione presa da tempo ed e' stato importante formalizzarla nello Statuto regionale. Purtroppo questa riforma rimane a meta', perche' il Pd, per calcolo di potere, non ha accettato la nostra proposta di scegliere i futuri assessori all'interno del Consiglio regionale. Si sarebbero risparmiate altre 8 poltrone con una diminuzione di spessa di diversi milione di euro nell'arco di una legislatura. Quantomeno si poteva limitare il numero degli assessori esterni; neanche questo e' stato accolto". Cosi' il presidente del gruppo regionale Pdl Alberto Magnolfi all'uscita dell'aula dopo la votazione sulla modifica dello Statuto regionale che riduce i consiglieri da 55 a 40, gli assessori da 10 a 8 e abolisce il vitalizio. "E' una peculiarita' tutta toscana quella degli assessori tutti esterni al Consiglio e tutto nominati anziche' eletti. Una peculiarita' - sostiene Magnolfi - che si poteva e si doveva superare, anche per creare un miglior collegamento tra l'organo di governo e i cittadini. Non e' stata neppure accettata l'ulteriore nostra proposta di ridurre da subito da 10 a 8 il numero degli Assessori regionali. L'unica spiegazione sta negli equilibri di potere tra i partiti della maggioranza. Un presidente piu' 8 Assessori e' una squadra di governo piu' che sufficiente per la Toscana e non si vede perche' si debba aspettare il 2015 per operare questo tagli alle spese che servirebbero gia' oggi nel vivo della crisi che attanaglia la Toscana e l'Italia". E proprio sul tema del vitalizio il capogruppo azzurro Magnolfi ha concluso: "Riteniamo naturale che l'istituto del vitalizio venga superato perche' obiettivamente non risponde piu' alla logica economico-finanziaria del tempo che stiamo vivendo e soprattutto alla sensibilita' dell'opinione pubblica. E' una decisione sacrosanta che e' stato giusto prendere senza alcun ripensamento; tocchera' ora alla legge ordinaria regolare con il necessario equilibrio il passaggio dal vecchio sistema a quello contributivo".