Firenze, 27 ott. - (Adnkronos) - "Dare un contributo per la ricostruzione di un'area moderata in Italia" prendendo atto "che l'Udc oggi non riesce a intercettare il consenso" e che "e' percepito come un partito in cui la sola proposta per il futuro e' il ritorno al passato. Questa realta' non ci appartiene e non ci appassiona". Comincia cosi' la lettera aperta firmata in meno di una settimana da 101 dirigenti, eletti, iscritti ed elettori toscani (da cui il nome "101 per l'Italia") dell'Udc al leader del partito Pier Ferdinando Casini, una sorta di comitato promotore che portera' avanti le proprie richieste sia negli organi di partito a tutti i livelli sotto forma di documento politico, che tra gli iscritti, i simpatizzanti e i potenziali elettori di area moderata. E' "finita l'epoca in cui bastava cambiare un simbolo per parlare di novita' - scrivono -, che non basti evocare le primarie delle idee quando la gente oggi vuole le primarie delle persone, che non emozioni evocare un nuovo, ennesimo, soggetto politico se poi le facce sono sempre le stesse. Non si affrontano problemi nuovi con metodi vecchi". "Noi abbiamo un'idea diversa" dicono i 101 e lanciano le proprie proposte al leader del partito "del quale facciamo parte e nei cui valori crediamo". La lettera e' stata presentata oggi in una conferenza stampa a Firenze, nella sede di Palazzo Medici Riccardi, dai promotori dell'appello, tra i quali figurano Federico Tondi, capogruppo Udc alla Provincia di Firenze, Massimo Pieri, capogruppo Udc al Comune di Firenze, Marco Landi, capogruppo Udc Provincia di Livorno, Emanuel Cerciello, assessore al Comune di Grosseto, Simone Salsini, consigliere comunale Udc Capannori (Lu), Simone Mencattini, membro della direzione provinciale Udc Prato, Federico Gorbi, consigliere comunale Serravalle Pistoiese (Pt), Carlo Lazzeroni, segretario comunale Udc, Pisa, e Andrea Giusti, direzione provinciale Udc Massa Carrara. (segue)




