Firenze, 20 set. - (Adnkronos) - "Schedatura, in politica, e' una parola che mette i brividi. Qualcuno ricorda di schedature nelle primarie per Prodi? Veltroni? Bersani? No, ovviamente. E' la Costituzione e sono le leggi che tutelano la liberta' e la segretezza del voto. In questo Paese, a volte, si ha l'impressione che la legalita' sia un valore solo quando fa comodo: schedare e pubblicare l'elenco degli elettori e' incostituzionale e viola il divieto che il codice privacy, legge vigente dello Stato, pone alla diffusione di dati sensibili. Se alcuni dirigenti democrat sono terrorizzati di non riuscire a predeterminare l'esito delle primarie, la soluzione non e' certo quella di truccare le regole del gioco, costruendo norme ad hoc contro qualcuno". Lo dichiarano Giuliano Gasparotti e Guido Ferradini, presidente e coordinatore di Officine Democratiche. "Abbiamo fiducia nella saggezza e nell'equilibrio del segretario Bersani - aggiungono Gasparotti e Ferradinia - che ben comprende come le primarie siano un'occasione di partecipazione e di confronto vero che rafforzano il Pd. Basta con polemiche strumentali sulle regole: conquistare la fiducia ed il consenso di chi non aveva votato per il Pd e' un dovere che da tutti dovrebbe essere perseguito per consentire al Pd di vincere le prossime elezioni. Primarie vere che hanno gia' due candidati democratici che sono Renzi e Bersani. Tra innovatori e conservatori, si passi il termine, altri spazi non ce ne sono. Tertium non datur, si potrebbe dire, a meno di corse solitarie del tutto personali".




