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Massimo Cacciari: "Dopo il coronavirus servirebbe Mario Draghi. Ma non arriverà"

 Massimo Cacciari

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L'unità per combattere il coronavirus servirà "soprattutto" quando sarà finita l'epidemia. Parola di Massimo Cacciari, che in una intervista a Circolo Massimo, su Radio Capital, ha detto: "Di fronte allo scenario catastrofico che si aprirà, sarebbe logico un governo con una grande coalizione". "Chiaramente una grande coalizione", ha continuato il filosofo, "si può realizzare soltanto se cambiano gli equilibri politici nel governo, se cambia il primo ministro (Giuseppe Conte, ndr). E l'uomo più adatto", ha annunciato Cacciari, "per condurre una manovra così radicale con il massimo appoggio possibile dei Paesi europei sarebbe senza dubbio Mario Draghi". Ipotesi, quella di Draghi premier, rilanciata dal Corriere della Sera nelle ultime ore.

Ma "non avverrà", ha sottolineato il filosofo, "anche se gli appelli di Mattarella mi pare di capire che vadano in quella direzione". L'ex sindaco di Venezia è anche scettico anche sull'utilizzo degli eurobond: "Una grande emissione di titoli europei garantiti dalla Bce per affrontare la crisi sarebbe ragionevole, ma anche questo non avverrà mai: i Paesi del nord, ma anche la Germania, non accetteranno mai di salire con noi sulla stessa barca, fintantoché non daremo dimostrazione, con una manovra eccezionale, di volerci accollare le nostre responsabilità. Noi abbiamo continuato ad aumentare il nostro debito a partire dall'euro, senza sfruttare l'opportunità che l'euro ci dava di ridurre drasticamente il debito. Bisogna rendersi conto anche di questo, non possiamo continuare a scaricare le responsabilità sull'Europa e sulla Germania: è mancanza di serietà, è infantilismo".

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