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Fabrizio Masia su Giuseppe Conte: "La crisi economica gli porterà il conto"

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Giuseppe Conte, stando alla maggior parte dei sondaggi diffusi dai media italiani, viene dato con i consensi ancora maggioritari in termini di fiducia. E allora per quale ragione il premier in questi giorni va sottolineando che "non è suo dovere seguire il sentiment dell'opinione pubblica"? E una domanda che il Tempo ha rivolto a Fabrizio Masia, direttore EMG Acqua. "La premessa è che, come la maggior parte di tutti quelli che vivono nel mondo della politica o la fanno in prima persona, tutti dicono che non seguono il consenso, non seguono il sondaggio ma poi come è normale che sia, visto che i sondaggi danno un po' quella che è la temperatura degli italiani verso le indicazioni di voto, alla fine tutti ci danno un'occhiata ai sondaggi. Per Conte c'è un generale apprezzamento, almeno di due italiani su tre, per quello che è stato uno dei due grandi temi della emergenza: la modalità con cui è stato affrontato il tema dell'emergenza sanitaria, anche in termini di comunicazione. Tutto sommato l'idea che si sono fatti gli italiani è che c'è stata una capacità di tenere insieme la comunità nel cercare di fronteggiare questo comune nemico, che non è ancora debellato, ma in qualche modo è stato gettato al di là della trincea. Mentre ci sono grandi dubbi e grandi perplessità...". Insomma, secondo Masia "il conto al premier lo porterà la crisi".

 

 

Perplessità? Su cosa? "Sulla modalità con cui Conte ed il suo governo hanno iniziato ad affrontare quella che è l'altra grande dimensione, che forse è ancora più grave: cioè l'emergenza economica. Da un sondaggio che ho fatto l'altra settimana, il 54% degli italiani ha detto di avere in questo periodo meno soldini o tanti soldini in meno. Al di là di chi percepisce un reddito fisso, come i pensionati o chi ha delle rendite, per il resto chiaro che tutto il mondo del lavoro, o una grande parte, ha sofferto pesantemente. Per cui rispetto a Conte c'una sostanziale promozione per quello che ha fatto in termini di politica sanitaria e c'è una bocciatura rispetto per quello che riguarda ii mondo economico". 

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