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Coronavirus, l'appello di Luca Profenna per gli italiani bloccati all'estero: "Non capiamo come mai in molti Paesi non vengano organizzati voli dalla Farnesina"

Alessandro Gonzato
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 Quattro, dieci, forse venti milioni pagati dallo Stato per il rimpatrio di SilviaAisha Romano. Le migliaia di italiani intrappolati all'estero da quasi tre mesi a causa del virus,invece, devono sborsare fior di quattrini per tentare di ritornare a casa. Un esempio su tutti. Luca Profenna, primo firmatario di un accorato appello sottoscritto su Change.org da 33mila persone, se tutto andrà bene (e finora non è andato tutto bene) domani dovrà scucire 930euro per riuscire finalmente a rientrare dalla Bolivia. «Il nostro buon ministro degli Esteri Di Maio»scrive su Facebook «si è svegliato dal suo torpore e si è ricordato che qui ci sono persone bloccate da marzo. Martedì 19 maggio la Farnesina, insieme alla compagnia Neos, ha organizzato un aereo che partirà daSantiago (Cile) dove caricherà chi è bloccato là, farà scalo in Bolivia a Santa Cruz, e volerà aMalpensa. Ora» fa sapere Profenna «stiamo attendendo di sapere dalla nostra ambasciata a La Paz comearrivare a Santa Cruz, dato che in Bolivia c'è un coprifuoco che vieta tutti i trasporti, pubblici eprivati». Ma sì: dettagli. Giggino va capito: fino a ieri era convinto che Matera fosse in Puglia, deve essere stato un infernotrovare la Bolivia sul mappamondo. La petizione inizia così: «Bloccati. Bloccate. Questo siamo, sparsi nel mondo da mesi con la paura che ci attanaglia. Siamo viaggiatori,madri e padri, lavoratori, studenti, gente partita per fare volontariato, persone con cani di supportoemotivo a seguito» prosegue il testo. «Ci siamo ritrovati, incolpevoli, bloccati lontani migliaia di chilometri dai nostri affetti. Da settimane proviamo a richiedere voli sicuri e protetti per poter farrientro. Le ambasciate organizzano voli di rado, e spesso costano migliaia di euro, quando ci sono».

Da una novantina di giorni vivono in ostelli e hotel e continuano a spendere soldi. Accusano Conte esodali di non aver usufruito dei fondi europei del meccanismo di protezione civile Eucpm che copronofino al 75 per cento i costi del rimpatrio. L'Italia ha usato questo meccanismo solo una volta, a febbraio, per far rientrare da Tokyo 37 persone.«Ci pare di essere dimenticati, abbandonati al nostro destino, fatto spesso di precarietà edifficoltà» si legge su Change.org. «Non riusciamo a capire come mai in molti Paesi non vengano organizzati voli dalla Farnesina. Non riusciamo a capire perché bisogna sempre appoggiarsi a voliorganizzati da altri Stati. Non riusciamo a capire perché questi voli costano così tanto. Cirispondono che organizzarli ha un costo elevato, o che siamo troppo pochi per essere rimpatriati. Equindi? Quanto valgono le nostre vite? Abbiamo un tariffario?». Quello di Aisha, per il cui ritorno ci rallegriamo, era molto elevato. Ma Aisha vale più di migliaia di connazionali? Chissà, magari per tornare subito dall'Australia (Francesca Montani), dal Kenya (LucaSpaventi), dall'Ecuador (Giuseppe Audino), dagli Emirati Arabi (Deborah Stampacchia), dal Vientam(Girolamo Di Paolo) e da decine di altre nazioni, ai malcapitati sarebbero bastato convertirsi alfondamentalismo islamico. Con tutti quei milioni di euro quante Silvia, pardon, Aisha, avremmo potutoriportare dalle loro famiglie? 

 

*** LA REPLICA DELLA FARNESINA

 

Il signor Luca Profenna, a quanto si apprende promotore dell’iniziativa apparsa sul sito di petizioni online Change.org, è in contatto con la nostra Ambasciata a La Paz già da marzo. Il connazionale stava effettuando un lungo tour dell’America Latina, e dopo essere entrato in Bolivia aveva smarrito il passaporto – che l’Ambasciata aveva rapidamente provveduto a sostituire con uno nuovo. All’atto del rilascio del nuovo passaporto, il 1° aprile scorso, il signor Profenna veniva informato della partenza il 4 aprile di un volo di rimpatrio organizzato nel quadro del meccanismo europeo di protezione (EUCPM), con il quale sono rientrati numerosi italiani. Dopo essere stato inserito nella lista dei passeggeri, però, il giorno prima del volo, il signor Profenna informava l’Ambasciata di non voler più usufruire di questa opportunità. 

Domani partirà da Santa Cruz un volo Neos, organizzato dalla Farnesina, che giungerà a Milano Malpensa. L’Ambasciata ha informato tempestivamente di questa opportunità il Sig. Profenna - che ha quindi avuto modo di prenotarsi sul volo – e, intervenendo sul Governo boliviano, ha ottenuto per il connazionale un apposito lasciapassare per raggiungere Santa Cruz tramite un bus organizzato dall’Ambasciata. 

Al fine di fornire un quadro più esaustivo della questione, si fa presente che dall’inizio dell’emergenza COVID-19 sono rientrati in Italia con l’assistenza della Farnesina circa 83mila connazionali da 118 Paesi, grazie a 795 operazioni aeree, marittime e terrestri. Solo quest’ultimo fine settimana sono state rimpatriate più di 1.200 persone a bordo di 17 voli speciali. La Farnesina, con tutte le Ambasciate e i Consolati nel mondo, continua a lavorare incessantemente per garantire il rimpatrio in sicurezza dei cittadini italiani rimasti bloccati all’estero.

 

 

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