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Open Arms, Mario Giarrusso e Paragone: gli ex M5s potrebbero evitare il processo a Matteo Salvini?

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Il voto sul rinvio al processo di Matteo Salvini per il caso Open Arms si avvicina. A poter cambiare le carte in tavola a favore del leghista, accusato di sequestro di persona per aver tenuto in mare 164 migranti, è l'ex grillino Mario Giarrusso: "Valuterò in giunta, dopo aver sentito le parti" ha detto in merito a quella che per Repubblica sarebbe una mossa in grado di garantirgli un lasciapassare nella Lega. Gesto che fa gola anche a un altro e ben noto ex pentastellato, Gianluigi Paragone. Una cosa su quanto accadrà domani, 26 maggio, è certa: in undici voteranno in favore del leghista: i 5 leghisti per l'appunto e i quattro forzisti tra i quali il presidente Maurizio Gasparri.

 

 

Contrari invece i 5 del Movimento, la dem Anna Rossomando, i tre di Italia Viva, Pietro Grasso di Leu e Gregorio De Falco del Misto. Undici a undici insomma ed è proprio per questo che la partita è apertissima. Ma c'è addirittura chi, come il retroscenista Augusto Minzolini, vede Matteo Renzi tendere una mano all'altro Matteo, anche se la mozione Bonafede ne è stata un esempio: con il fu rottamatore mai dire mai. In ogni caso l'ultima parola spetterà all'Aula entro fine giugno. Una decisione non semplice visto e considerato che pesano come un macigno, sulla magistratura ovviamente, le intercettazioni di Palamara e altri togati, beccati nel confessare che bisogna dar contro a Salvini anche se ha ragione.

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