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Fuori dal Coro, Luca Zaia: "Non ero in piazza per evitare strumentalizzazioni. Gilet arancioni? Solo balle"

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Ospite d'eccezione a Fuori dal Coro di Mario Giordano, su Rete 4 il 2 giugno, è Luca Zaia, il governatore del Veneto, l'uomo del momento il cui gradimento è alle stelle. Il Doge viene chiamato a commentare le ragioni della sua assenza alla manifestazione del centrodestra a piazza del Popolo, e spiega: "Non ci sono andato per un paio di motivi. Il primo, a quell'ora da 104 giorni ho le mie riunioni e poi l'incontro ufficiale con i suoi colleghi e con i veneti in diretta - premette -. Poi ho evitato, come altri colleghi, per non portare strumentalizzazione alla manifestazione. Si metta nei panni dei governatori che pur condividendo la manifestazione di protesta si ritrovano ad essere coloro che hanno fatto decine di ordinanze per gli assembramenti. C'era logicamente il rischio di qualche assembramento: trovarsi in mezzo significava trasformare la manifestazione in una mega-polemica contro chi prima firmava le ordinanze e poi andava in piazza", ha spiegato il governatore.

 

Dunque Zaia passa all'attacco contro i gilet arancioni di Antonio Pappalardo: "Il virus dato dall'assenza di ossigeno o menate del genere? Balle, il virus c'è". Quindi anche una mano tesa a Luigi Di Maio, infatti il Doge parlando di turismo e del colloquio tra il grillino e il ministro degli Esteri spiega: "Se continuiamo con questa tempistica sicuramente faremo una bella attività diplomatica e di promozione dell’Italia giusta per la prossima stagione turistica 2021". Infine, Zaia conclude sottolineando che "la prima cura contro il coronavirus siamo noi. Dunque uno slogan: solo i pessimisti non fanno fortuna", conclude

 

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