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Silvio Berlusconi, la lettera al Corsera e la replica di Zingaretti: rumors, tutti al tavolo per un nuovo governo?

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Ancora una volta Silvio Berlusconi marca la distanza dagli alleati. Il leader di Forza Italia verga una lettera indirizzata al Corriere della Sera. Qui il Cav lancia un chiaro messaggio: bisogna mettere da parte i pregiudizi politici e uscire da questa emergenza insieme, uniti. "Serve un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti - spiega nella missiva - che svolgono un ruolo pubblico", senza distinzione tra maggioranza e opposizione. Poi il plauso del leader al Recovery Fund e al Mes, esempio della convinzione dell'ex premier di andare avanti senza fare polemica o guerra tra partiti: "Queste - ribadisce - sono tutte misure per le quali mi sono battuto personalmente".

Poi il messaggio alla Lega e a Fratelli d'Italia: "Guai se oggi quegli aiuti venissero dispersi in mille rivoli, per alimentare una spesa settoriale — o addirittura clientelare — alla ricerca di consenso e non per mettere il mercato in condizione di tornare a funzionare". La lettera di Berlusconi non ha potuto che far rizzare le orecchie al Pd. Il governo infatti sa benissimo che il sostegno di Forza Italia è fondamentale, soprattutto se nella maggioranza c'è un voltagabbana come Matteo Renzi, sempre dato sul punto di andarsene, di staccare la spina.

 

 

E così la replica al Cav arriva direttamente da Nicola Zingaretti. “E menomale - risponde il dem - che io sarei il bolscevico ossessionato dai Cinque stelle… Il capo dei moderati italiani dice che si vuole sedere al tavolo delle riforme”. Un ragionamento quello dell'azzurro che fa gola al governo, visto che, "chiusa la fase dell’emergenza sanitaria – è il ragionamento di Zingaretti – si apre una fase potenzialmente drammatica dal punto di vista sociale. E senza politica non se ne esce”. La rabbia degli italiani martoriati prima dal virus e poi dalla crisi economica è già insorta e chissà che questo dialogo con Berlusconi - si lascia andare a un'ipotesi l'Huffingtonpost - tra i punti impliciti, ha una bella legge elettorale “proporzionale”, forse la principale clausola di sicurezza per il paese, prima che la rabbia riporti con sé la suggestione dei pieni poteri.

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