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Papa Francesco, la "manina" per un bis di Mattarella al Quirinale. Dalla Cei pressioni per un nuovo governo

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Dopo le polemiche sulla riapertura delle Chiese post-coronavirus, ecco che la Cei torna a farsi sentire, allontanandosi dal pensiero della Santa Sede e, di conseguenza, da Papa Francesco. Al centro del dibattito la tenuta di Giuseppe Conte, o meglio, il suo sostegno. La Conferenza episcopale italiana, stando a quanto riportato da Italia Oggi, sembra non voler legarsi mani e piedi a un presidente del Consiglio troppo fragile e così si guarda intorno. All'orizzonte una possibile aggregazione tra Forza Italia e Azione di Carlo Calenda, a cui si potrebbero aggiungere i papisti del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, che guarda caso in questi giorni stanno diffondendo al Vaticano, tramite il quotidiano La Croce, lo stillicidio delle chiusure di scuole cattoliche. Il tutto, ovviamente, per mano di Lucia Azzolina, ministro dell'Istruzione e del Pd.

 

 

Sono all'incirca mille le scuole cattoliche che a settembre con ogni probabilità non riapriranno più e la colpa - secondo gli sfoghi della Cei - è da imputare a Conte, incapace nel gestire quanto sta accadendo dentro il suo governo. Lo stesso Conte con cui invece Bergoglio nutre ottimi rapporti. Non è infatti una novità che il premier abbia stretto con il Papa durante i numerosi incontri. In ogni caso l'aggregazione di Forza Italia, Azione e PdF vanta il 10 per cento dal punto di vista elettorale. Cifra che vedrebbe accrescersi se ci si aggiunge anche Italia Viva di Matteo Renzi. E chissà cosa penserà di tutto questo Bergoglio che fino ad ora ha solo sperato in un Mattarella bis.

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