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Sergio Mattarella, retroscena dal Colle: con il rimpasto Conte deve chiedere la fiducia alle Camere

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Il rimpasto è il sogno estivo della maggioranza, a riprova che la politica italiana non ha mai pace, nemmeno nella settimana dopo Ferragosto, sapendo che comunque se ne riparlerà dopo le regionali del 20 settembre. Ma bisognerà fare i conti con la dottrina Mattarella. Se il rimpasto sarà rilevante allora bisognerà passare  per le Camere, attraverso un nuovo voto di fiducia. Condizione invece non richiesta in caso di cambi minimi. Il Quirinale è fuori dalla partita, ma chi vuol avventurarsi in un rimpasto sappia che questo è il percorso, scrive Repubblica, che non da oggi il capo dello Stato ha sempre ritenuto la via maestra.

 

 

L'idea del rimpasto non è mai piaciuta al premier Conte, che ne conosce le insidie e vi ravvisa una minaccia alla sua leadership. Cambiare squadra per Conte rappresenta un problema. Ma le pressioni, rinfocolate dopo il via libera al Recovery Fund, i 209 miliardi che sigillano la legislatura, restano troppo forti. Il che rende più nervoso il quadro, e aumenta la voglia di rivalsa, ma poi ci sono i paletti del Quirinale, contro i quali anche i sogni di agosto rischiano di infrangersi.

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