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Giuseppe Conte, il governo ad un bivio: "Se scivoliamo rischiamo una rivolta". Il 14 settembre è la data della crisi

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Se la riapertura delle scuole (14 settembre) dovesse andare male il governo che finora è riuscito a evitare scogli pericolosissimi, come quello sui fondi europei, non riuscirebbe a superare anche questo. Il 14 settembre sarà un D-Day per Palazzo Chigi, un passaggio a dir poco rilevante: "Se scivoliamo, si rischia la rivolta delle famiglie!", è il pensiero dominante della maggioranza in attesa della riapertura. Zingaretti ha catechizzato i suoi: "Guai a parlare male della Azzolina, prima del 14 settembre. Sulla scuola ci giochiamo la testa tutti quanti".

 

 

La scuola, scrive il Messaggero, che è sempre stato il pilastro del potere elettorale della sinistra può diventare, per un rovesciamento della storia, il terreno su cui quello che a torto o a ragione viene definito il governo più a sinistra degli ultimi anni può scivolare. Che sulla scuola si può andare in cortocircuito lo sanno tutti. E lo sanno bene al Miur, dove è arrivato un sondaggio - a cura dell'università Milano-Bicocca - che dice: il 65 per cento delle mamme ritiene inconciliabile il proprio lavoro con la didattica a distanza dei figli e il 35 per cento di queste genitrici prenderebbe in considerazione di lasciare il proprio impiego nel caso le scuole chiudessero di nuovo. 

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