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Referendum, la cifra decisiva sull'affluenza? Indiscreto a urne aperte: M5s e Pd in difficoltà

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Poche buone notizie per il governo dopo la prima giornata di votazioni del 20 settembre. Alle 23 l'affluenza per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, era infatti ancora ferma sotto il 40 per cento. Cifra bassa se si considera che a quello del 4 dicembre 2016, lo stesso che portò alle dimissioni del premier Matteo Renzi, si registrò un'affluenza del 68,48.

 

 

Il dato che più stupisce è che in fondo alla classifica ci sono niente di meno della Sardegna e della Sicilia. La prima, con un 22,68, e la seconda, con un 25,40, mostrano il fallimento pentastellato. La Sicilia rappresenta difatti da tempo il feudo del reddito di cittadinanza, altro cavallo di battaglia grillino. A minare il bacino elettorale su cui poteva contare il M5s, ossia il Sud, sono stati gli stessi alleati. Il Pd, sul tema, a differenza di Fratelli d'Italia, si è spaccato mettendo a repentaglio anche la tenuta del governo. Insomma, per l'esecutivo guidato da Giuseppe Conte il voto è tutto in salita.

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