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Mara Carfagna e Giovanni Toti, indiscrezione sul "nuovo partito insieme". Sfida a Salvini e Meloni, "telefoni bollenti"

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"Un nuovo partito per un nuovo centro". Per Mara Carfagna e Giovanni Toti forse è qualcosa più di una tentazione. La Stampa torna ad affacciare l'ipotesi che i due ex compagni in Forza Italia uniscano le forze e approfittino dell'effetto post-regionali per lanciare un proprio progetto comune. Se ne era parlato già diversi mesi fa, quando il governatore della Liguria stava dicendo addio a Silvio Berlusconi e la Carfagna era in rotta con i vertici azzurri. Poi tutto è saltato, Toti si è dedicato alla Liguria (e lunedì è stato rieletto) e al suo movimento Cambiamo (che ha preso il 20%, con media del 4% in tutte le regioni in cui si è presentato), mentre Mara è rimasta col Cav. "In queste ore - scrive il quotidiano torinese - si stanno svolgendo decine di incontri a Roma, i cellulari di Toti e Carfagna sono intasati di telefonate. Chiamano senatori, deputati, dirigenti locali: tutti vogliono capire cosa intendono fare, come uscire dalla crisi profonda nella quale è avvitata Forza Italia (percentuali del 5-6% in media, con tonfi drammatici del 3% al Nord)". Insomma, a loro guarderebbero i moderati del centrodestra per riconquistare terreno su Matteo Salvini e Giorgia Meloni e non lasciare lo scettro della coalizione ai sovranisti

 

 

 

Toti, dal punto di vista politico, è uscito rafforzatissimo dalle regionali e infatti all'indomani ha criticato apertamente Salvini per la gestione della campagna elettorale e in generale il rapporto con gli alleati. Con il governatore, in Parlamento, si sono già schierati i senatori ex forzisti Massimo Berutti, Gaetano Quagliariello e Paolo Romani e "guardano con interesse al progetto Renato Brunetta, Deborah Bergamini, il vicecapogruppo alla Camera Roberto Occhiuto molto vicino alla Carfagna, Osvaldo Napoli e il senatore Andrea Cangini, uno dei principali promotori del comitato per il No", sottolinea la Stampa. "Tutti cominciano a guardarsi intorno per evitare di farsi cannibalizzare dai leghisti e dai Fratelli d'Italia". E nella rifondazione di un nuovo centro, conclude il quotidiano, "Toti e Carfagna vorrebbero anche Carlo Calenda", che però pare fare muro.

 

 

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