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Matteo Salvini, bomba immigrazione su Pd e M5s: un referendum contro le ong

Lorenzo Mottola
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Ci siamo. La Lega si prepara una raccolta firme per ribadire un concetto che parrebbe ovvio, ovvero che tollerare o incentivare l'immigrazione clandestina nel Mediterraneo non conviene a nessuno. Parliamo in particolare della scelta del governo di riportarci all'antico, azzerando le leggi volute dal Viminale all'epoca di Matteo Salvini. «Tornano ai porti aperti per gli scafisti, cancellando i decreti sicurezza», ha detto l'ex ministro. «Li fermeremo, promesso, grazie al vostro aiuto e alle vostre firme. L'Italia merita di meglio». Insomma, la campagna del Carroccio sta per partire, con una petizione che potrebbe poi dar luogo a un referendum che ripristini multe alle Ong e cancelli i permessi facili a chi si spaccia per profugo (ovvero circa i 2/3 di quanti approdano sulle nostre coste). Gazebo di nuovo in piazza, virus permettendo.

 

 

 

Fiume di denaro - Per capire le ragioni leghiste forse è utile ricordare qualche dato: la lotta ai traffici dalla Libia aveva consentito nel 2018 di ridurre dell'80% le partenze dall'Africa rispetto al 2016, anno record che ha visto arrivare 164mila persone sulle coste italiane. Un esodo che aveva anche pesanti conseguenze economiche: mantenere questa massa di disperati ci costava 4,5 miliardi di euro all'anno. Per dare sostanza a questa cifra ricordiamo che il reddito di cittadinanza ne costa 4, ovvero 500 milioni in meno. Qualcuno penserà: una pacchia per gli stranieri. Sì, forse per quelli che ce la fanno: sempre nel 2016 i morti in mare accertati sono stati 4.733 nel canale di Sicilia. In altre parole, chi partiva da Tripoli aveva circa il 2,8% di probabilità di morire nella traversata. Prendere il colera è tre volte meno rischioso, il Covid è sei volte meno fatale. Per non parlare del fiume di denaro che finisce nelle tasche dei criminali del Maghreb. Secondo i listini degli anni d'oro della clandestinità, uno spazietto su un barcone costa 250 dollari e per chi porta quattro compagni di viaggio paganti, il posto è gratis. Come per un'agenzia di viaggi. Nel 2012-13, quando c'erano i siriani ad «alzare la domanda», il prezzo era dieci volte superiore. In generale era stato calcolato che i flussi di irregolari provenienti dall'Africa, che notoriamente sono gestiti da criminali al cui confronto Vallanzasca pare un chierichetto, generavano un giro d'affari da sei miliardi di euro.

Questione di umanità? - Perché quindi il governo rischia di riportarci a questa situazione? Il coro della sinistra è stato unanime: è questione di umanità, bisogna salvare la vita a chi anche oggi continua a tentare la traversata. In questo caso però, come dimostrano i numeri, il risultato di un'azione apparentemente umanitaria parrebbe esattamente l'opposto. È palese: le azioni intraprese da Salvini e da Minniti prima di lui hanno avuto una grande efficacia. Cancellarle ora non ha senso. Invece la sinistra pare determinata: i decreti sicurezza, hanno annunciato, sono solo il primo passo di un percorso che ha come obiettivo la riapertura completa dei porti. Il +200% nella casella "sbarchi" segnato dal governo quest' anno parla chiaro. La maggioranza spera di cavarsela anche con l'aiuto dell'Europa, ma pure su questo punto l'esito negativo della campagna è scontato. Ieri si sono aperte a Bruxelles le trattative per riformare il trattato di Dublino, ovvero quell'insieme di accordi che vincola l'Italia a ospitare chiunque metta piede sul territorio nazionale senza possibilità di dividere con gli altri Paesi europei l'onere dell'accoglienza. I tedeschi si dicono "fiduciosi", ma l'intero blocco dell'Est, con l'aggiunta dell'Austria, non farà mai passare alcuna intesa che li penalizzi. Insomma, dovremo continuare a cavarcela da soli, come in passato. Sperando di fare meglio.

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