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Mario Draghi alla Camera "cancella" la riforma Bonafede: "Giustizia, processo di ragionevole durata"

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In pochi minuti Mario Draghi ha completamente smontato il lavoro di Alfonso Bonafede e raccolto l’ovazione della Camera, con qualche sparuto grillino che molto timidamente ha provato a protestare, venendo immediatamente zittito dalla campanella del presidente Fico. Per i manettari, ben rappresentati in precedenza dal ministro a 5 Stelle, si preannunciano tempi durissimi, dato che il nuovo presidente del Consiglio ha praticamente dato via libera a Marta Cartabia di distruggere la riforma della Giustizia prevista dal suo predecessore. 

L’applauso più sentito e prolungato è infatti arrivato quando Draghi ha dichiarato che il governo deve impegnarsi a “migliorare la giustizia civile e penale” e sulla necessità di “un processo giusto e di durata ragionevole in linea con la durata degli altri Paesi”. Inoltre il premier ha sottolineato che “non dovrà essere trascurata la condizione di tutti coloro che lavorano e vivono nelle carceri, spesso sovraffollate, esposte a rischio e paura del contagio e particolarmente colpite dalla funzione necessaria a contrastare la diffusione del virus”. 

Draghi ha anche ribadito nelle sue risposte che “un paese capace di attrarre investitori deve difendersi dai fenomeni correttivi, lo deve fare comunque intendiamoci. Questi portano a effetti depressivi sul tessuto economico e sulla libera concorrenza”. Ora prenderanno il via le dichiarazioni di voto fino alle 20, dopodiché poi avrà inizio la chiama per la votazione di fiducia, che dovrebbe terminare intorno alle 21.30. 

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