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Sondaggio Swg, Pd-FdI: lotta per il primo posto. Gli effetti della guerra sulla corsa al voto

Alberto Busacca
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Polemiche, litigi, spesso pure urla e insulti. Sulla guerra in Ucraina gli italiani sono divisi. Chi ce l'ha con Putin e chi preferisce prendersela con la Nato, chi vuole inviare armi agli ucraini e chi sventola la bandiera arcobaleno, chi sbeffeggia il "guerrafondaio" Letta e chi critica il "pacifista" Salvini. Insomma, un grande caos. Si discute nei bar e negli uffici, poi, la sera, molti si mettono davanti alla tv a fare il tifo per un opinionista o per l'altro, guardando i talk show come se fossero un derby-scudetto. Tutte queste discussioni, però, non sembrano intaccare le nostre convinzioni politiche. La guerra, detto in parole povere, non sposta voti. Quando bisogna scegliere un partito, gli italiani pensano più agli affari di casa nostra che a quelli internazionali. Per rendersene contro basta analizzare l'ultimo sondaggio realizzato da Swg per il TgLa7. Sulle responsabilità del conflitto i nostri connazionali sembrano avere pochi dubbi: per il 67% la colpa è di Putin. Percentuale alta, anche se c'è comunque un 19% che crede che il principale responsabile sia Biden e un 6% che punta il dito contro gli ucraini. Una larga maggioranza si augura poi che la Russia perda la guerra (64%), ma resta un irriducibile 10% che spera nella vittoria del Cremlino.

 

 

 

Le cose cambiano quando si affronta il tema dell'invio di armi agli ucraini. Su questo argomento il Paese è spaccato, con i sondaggi che rilevano però una lieve maggioranza di contrari. Secondo Swg il 46% degli italiani non vuole spedire fucili a Kiev, contro un 43% che invece si dice favorevole. Interessanti anche i motivi della contrarietà all'invio di armi: per il 24% non è giusto perché così si prolunga la guerra, il 16% teme ritorsioni da parte dei russi mentre per il 6% l'Italia non dovrebbe fare nulla, lasciando che i contendenti se la sbrighino da soli. Alla luce di questi risultati, i sondaggi sulle intenzioni di voto dovrebbero premiare i partiti più critici sull'invio di armi a Zelensky (a cominciare dal Movimento Cinque Stelle) e penalizzare quelli più decisamente impegnati al fianco della resistenza ucraina (Pd in testa). Questo almeno ci si aspetterebbe. E invece le cose non vanno assolutamente così... Vediamo ancora i dati di Swg. Al momento il primo partito è Fratelli d'Italia, dato al 22,1%, in crescita dello 0,4% rispetto alla rilevazione del 25 aprile. Secondo posto per il Pd, al 21,6%, sempre in crescita dello 0,4% rispetto alla scorsa settimana.

 

 

 

Insomma, ai primi due posti, entrambi in crescita di quasi mezzo punto, ci sono proprio i partiti che hanno avuto meno dubbi sugli aiuti militari a Kiev. Cresce meno la Lega (+0,2%), che si attesta al 15,8%, mentre il Movimento Cinque Stelle, nonostante l'ostentato pacifismo di Conte, sarebbe al 12,5% in calo dello 0,2%. Cosa significa tutto questo? Bé, o gli italiani sono piuttosto confusi o più probabilmente le opinioni sulla guerra non condizionano le scelte politiche. Gli elettori sembrano fidarsi della Meloni e non fidarsi di Conte indipendentemente dalle loro idee sull'invasione russa. Un messaggio a chi pensa di sfruttare la guerra per fini elettorali: occhio, non ci riuscirete... 

 

 

 

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