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Mario Draghi, "il 24 agosto...". Tam tam impazzito: così sposterà gli equilibri prima del voto

Mario Draghi

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Occhio a questa data, il 24 agosto. In un retroscena di Dagospia, quel giorno Mario Draghi sarà al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione e terrà un "intervento molto politicizzato", una "sorta di testamento politico prima di lasciare la guida del governo", nel quale "rimarcherà i provvedimenti che sono stati attuati e quelli che dovranno essere fatti. Ricorderà che il nostro Paese è ultra-indebitato, esposto ai tumulti dei mercati, dipendente dalla Bce e dai soldi dell’Europa". Il concetto del premier uscente sarà: "Chi andrà al governo dopo il voto dovrà ponderare attentamente ogni decisione. Se il centrodestra a guida Meloni si ritroverà alla guida del Paese dovrà prendere una decisione importante: continuità o discontinuità rispetto al Pnrr e agli accordi che Draghi ha siglato con l’Europa?". 

 

 

Il centrodestra ha già annunciato che intende "rinegoziare il Pnrr in funzione delle mutate condizioni, necessità e priorità" e al momento il programma di Salvini e Berlusconi va "in direzione opposta a quella Agenda Draghi che altro non è che il piano di riforme concordato da Draghi e la Commissione europea per dare legittimità ai 209 miliardi che Bruxelles ha stanziato per l’Italia".  Infatti Lega e Forza Italia hanno rilanciato la "Flat Tax (Salvini la vuole al 15%, Berlusconi al 23%, la Meloni sui guadagni aggiuntivi) quando c’è una riforma fiscale, concordata con l’Europa, da portare a termine". Dunque, scrive Dagospia, "se il centrodestra vuole sfasciare quanto concordato con l’Ue, Giorgia Meloni sarà costretta a rinegoziare il piano. E dovrà farlo con un’Europa ostile". Da Ursula von der Leyen a Macron, infatti, "sono tutti insofferenti verso il centrodestra italiano putinian-orbaniano". E Bruxelles "non è predisposta ad accordare a un governo anti-Sistema modifiche e discontinuità rispetto all’azione di Draghi".

 

 

Insomma, "Meloni, Salvini e Berlusconi si dovranno misurare su un territorio inesplorato con la Bce della Lagarde, tanto cara a Macron, pronta a chiudere i rubinetti quando i nostri Btp andranno a scadenza. Anche il nuovo scudo anti-spread della Bce, infatti, è condizionato al rispetto della road map del Pnrr". 

Per questa ragioni gira voce che "l’economista 'di destra' Fabio Panetta, membro del board della Bce", potrebbe diventare ministro dell’Economia o, addirittura, presidente del Consiglio di un futuro governo di centrodestra. "Sarebbe l’uomo 'di Sistema' in grado di tenere buoni mercati e Commissione Ue, garantire la messa a terra del Pnrr come concordato con Draghi". Lui, intanto, smentisce. 

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