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Vittorio Feltri, chi attacca Berlusconi mi fa tristezza

Silvio Berlusconi

Vittorio Feltri
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Mercoledì scorso Silvio Berlusconi si è recato in visita alla propria squadra di calcio, il Monza, che disputa per la prima volta da quando esiste il campionato di serie A. Ha conversato amichevolmente con i giocatori e siccome egli ama scherzare anche pesantemente, a un certo momento se ne è uscito con la seguente battuta: cari ragazzi, se riuscirete a sconfiggere la Juventus e il Milan io vi manderò in omaggio un pullman carico di troie, testuale. Figuriamoci le reazioni dei politici in generale e delle politiche in particolare. Al Cavaliere, noto per il suo linguaggio scanzonato e disinibito, certa gente ne ha dette di tutti i colori, quasi che avesse bestemmiato in chiesa quando invece si è limitato a esibire un costume un tempo in uso nelle caserme, allorché la leva era obbligatoria.

 


Indubbiamente parlare di troie, che sono le femmine dei maiali, significa evocare l'esercito delle prostitute, il che però non può scandalizzare le vergini di sinistra, tutte femministe, che vivono sulla terra dove le zoccole sono numerose per la necessità di sopravvivere in questo mondo difficile. Invece, non solo le donne si sono stracciate le vesti alle parole del Cavaliere, anche molti uomini si sono lanciati in critiche sanguinose contro il capo di Forza Italia, accusandolo di essere volgare come un carrettiere. Perfino il Corriere della Sera, che di norma è misurato, tramite la penna non priva di eleganza di Massimo Gramellini, ha trattato Silvio quale buzzurro scatenato. Ha scritto di lui il peggio che si possa immaginare, dandogli del vecchio bavoso, della persona d'altri tempi, intemperante e privo di buon gusto.


Manco se il Cavaliere avesse citato le mignotte parlando ai fanciulli dell'asilo Mariuccia. Egli in effetti si rivolgeva a dei ragazzotti addetti a tirare calci al pallone che, data l'età, conoscono e forse apprezzano gli scherzi verbali di Berlusconi, i quali in vari ambienti, esclusi i conventi delle carmelitane scalze, suscitano allegria e divertimento. Secondo Gramellini, oggi è cambiata la sensibilità rapportata al sesso, per cui le donne non sono più un bottino di guerra e un mero oggetto di piacere, o protagoniste di luride barzellette. Insomma, Silvio ormai ha una certa età e la sua volgarità diventa una forma di pigrizia dell'anima e non indigna nemmeno più. Fa solo tristezza. La verità è che Gramellini mette tristezza perché, pur non essendo un nonno, ignora che le puttane non arrivano più con la corriera, basta un click sul computer e ne puoi convocare a dozzine, l'importante è sapere che bisogna pagarle profumatamente. La maggior parte delle porcate si organizzano e consumano sul web e non altrove, tantomeno negli spogliatoi del calcio, che evidentemente Gramellini non frequenta pensando che le troie non esistano più. 

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