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Laura Castelli, ricordate l'ex M5s? Come campa oggi

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Da un ruolo di peso al Ministero a quello di portavoce di un ex sindaco: è questa la triste fine (politica, ovviamente) di Laura Castelli. Per quasi 10 anni è stata uno dei volti di spicco del Movimento 5 Stelle in Parlamento. Eletta alla Camera nel 2013, era una delle voci del primo grillismo d'assalto di cui però incarnava l'anima più rassicurante e istituzionale.

 

 

 

Quando Luigi Di Maio vince le elezioni e porta la squadra al governo, nel 2018, la "ragioniera torinese", laurea in Economia aziendale, viene scelta come viceministro dell'Economia e delle finanze. Epocale uno scontro in tv a Porta a porta con Pier Carlo Padoan, davanti a un attonito Bruno Vespa: la Castelli contestò all'ex ministro dell'Economia dei governi Pd, nonché vice-segretario generale e capo economista dell'OCSE, la correlazione tra rialzo dello spread e aumento dei tassi dei mutui al grido, mitologico, "questo lo dice lei". Praticamente, un meme vivente. 

 

 

 

La Castelli conservò il suo ruolo in via XX Settembre anche nel governo Conte 2, con il Pd al posto della Lega nella maggioranza con i 5 Stelle. Ormai, insomma, sembrava lanciatissima. Lasciata fuori dalla squadra di governo da Mario Draghi, ha poi forse commesso l'errore fatale per le sue ambizioni di seguire Di Maio nella sua avventura-kamikaze: l'addio ai 5 Stelle e l'ingresso in Impegno civico ha infatti decretato la sua uscita anche dai Palazzi del potere romani. Ed è cosi che l'ex onorevole ed ex viceministra ha finito per accettare il posto di portavoce di Sud chiama Nord, il partito personale dell'ex sindaco di Messina Cateno De Luca. "Con Laura - spiega il vulcanico politico siciliano - ci siamo conosciuti anni fa mentre io ero sindaco di Messina, oggi è bello accoglierla nella nostra grande comunità di Sud chiama Nord. Abbiamo importanti sfide da portare avanti, a maggio ci saranno le amministrative, mentre il prossimo anno Sud chiama Nord parteciperà alle elezioni europee. Stiamo costruendo un percorso politico ambizioso, sancendo importanti accordi territoriali anche fuori dalla Sicilia". 

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