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Pd, la mossa segreta di Franceschini: "Torna alla casa del padre..."

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Occhi puntati su Pina Picerno: sarà la sua investitura a vice-segretaria del Pd la cartina tornasole del capolavoro di Dario Franceschini, il vero vincitore del congresso del Partito Democratico. Se alla fine Picierno, la numero due dell’Eurocamera che ha “divorziato” dall'ex ministro della Cultura per correre in tandem con Stefano Bonaccini, dovesse diventare vice di Elly Schlein in quota minoranza non ci sono praticamente dubbi che anche lei torni alla "casa del padre".  Del resto, fa notare Giovanna Vitale nel suo retroscena per Repubblica,  Franceschini è un politico specialista nella gestione delle transizioni: è riuscito a portare a casa la pelle e a traghettare i suoi fedelissimi nella nuova era, mantenendo l'appellativo di "segretario ombra" nonostante sia riconosciuto come il capocorrente per antonomasia, uno di quelli insomma che Elly Schlein aveva minacciato di annientare salvo affidarvisi per riavviare il motore di un partito in panne. 

Del resto è stato il primo a fiutare la "ventata di novità" espressa dalla Schlein, molto tempo prima dei big del PD da Orlando a Zingaretti. "Rappresenta la sinistra moderna, non c’è niente in lei del vecchio armamentario ideologico del ‘900", la dipinse l’ex pupillo di Zaccagnini nell’unica intervista rilasciata per giustificare il posizionamento. E ora raccoglie i frutti: sua è la neo-capogruppo alla Camera Chiara Braga; suoi la ventina di eletti in direzione, i più numerosi dopo i ragazzi di Schlein (che però rifiuta di battezzarli); sua Michela Di Biase, prossima all’ingresso in segreteria: ma non chiamatela "moglie di", puntualizza Giovanna Vitale: ha 42 anni, fa politica da una vita e pare le vada attribuito il merito d’aver convinto il marito a rifiutare le avance di Bonaccini per convergere sulla giovane sfidante.

 

Non solo: Franceschini, con la sua attitudine democristiana a ritrovarsi sempre dalla parte giusta della storia anche quando questa sembra volgere a suo sfavore, è stato sempre titolare dei dossier più spinosi come quello che ha per le mani e riguarda le nomine a Viale Mazzini. "In assenza di nuovi punti di riferimento, ancora in via di definizione", rivela Giovanna Vitale, "è con lui che la destra negozia e sbroglia matasse, l’ultima sulla Rai attesa a un valzer di poltrone che non può certo cancellare l’opposizione". Ergo, anche nella tv pubblica, nonostante ora a Palazzo Chigi ci sia Fratelli d'Italia e non il Pd, "è sempre Franceschini a dare le carte, suggerendo direttori e conduttori graditi".

 

 

 

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