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Giuseppe Conte, imbarazzo a Foggia: l'ammucchiata della sinistra

Annarita Digiorgio
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Il voto per le amministrative che si terrà domani a Foggia (la giunta precedente era stata sciolta per infiltrazioni mafiose) non è solo una sfida per chi sarà il futuro sindaco della città pugliese, ma anche uno scontro tra la destra di governo e il campo larghissimo della sinistra.

Il centrodestra è compatto e schiera Raffaele Di Mauro, avvocato proveniente dalle fila di Forza Italia. Per sostenerlo a Foggia è venuto mezzo governo. E per la chiusura della compagna elettorale venerdì c’erano Raffaele Fitto e Anna Maria Bernini. A sinistra invece la candidata è Maria Aida Episcopo, scelta dai 5stelle. Che a Foggia sono di casa, essendo la terra di Giuseppe Conte. Che più volte si è affacciato in campagna elettorale, lasciando però Elly Schlein sola sul palco con Francesco Boccia per il comizio finale. A spingere per l’esponente grillina come candidato della coalizione, a danno del Pd, è stato Michele Emiliano. Antesignano dell’alleanza tra Pd e 5stelle. Ma, come noto, la politica in Puglia è un mondo a parte. E infatti nel campo larghissimo foggiano ci sono anche Azione e Italia Viva, nonostante continuino a ripetere «mai con i 5stelle». Quindi anche Carlo Calenda e Mara Carfagna sono venuti a sostenere la candidata grillina. E non finisce qui. C’è anche una lista bicicletta tra Pisicchio (ex dc), i Verdi di Bonelli, e il Psi. Da far rivoltare nella tomba Bettino Craxi. Oltre i due candidati favoriti, ce ne sono altri tre civici, alcuni sostenuti anche da consiglieri regionali ed esponenti di peso del centrosinistra regionale.

 

A sostenere il candidato di centrosinistra ci sono anche parecchi esponenti dell’amministrazione uscente. Tra questi c’è anche Leonardo Iaccarino, l’ex presidente del consiglio divenuto famoso alle cronache nazionali per un video diventato virale quando a Capodanno usò una pistola per sparare dal balcone. Lui stesso in questa campagna elettorale ha ammesso di essere stato il collegamento tra l’ex amministrazione e Michele Emiliano.

Nel centro destra invece hanno preferito un moderato, ma qui l’uomo forte è Massimo Casanova, l’europarlamentare leghista patron del Papeete. E proprio sulla sintonia con il governo che punta la coalizione per le amministrative. Da quando infatti il governo Meloni è alla guida del Paese, per Michele Emiliano e i suoi è finita la pacchia, dopo anni in cui, per affiliazione politica, i governi di centrosinistra lo hanno assecondato e coperto le peggiori nefandezze. Come ad esempio lo sperpero di 25 milioni per l’ospedale covid in Fiera del Levante (su cui è intervenuta la magistratura condannando l’uomo di Emiliano per la gestione del covid). Soprattuto da quando c’è Raffaele Fitto le cose sono cambiate, e infatti ora il ministro chiede alla regione la rendicontazione dei fondi europei già spesi, prima di elargire i nuovi. 

E anche i Giochi del Mediterraneo sono stati commissariati dal governo, con l’uscita di Coni e Ministero dello sport dal comitato, ed Emiliano che come sempre minaccia ricorso al Tar. «Il governo è pronto a stringere un patto d'onore per la città di Foggia e con Raffaele Di Mauro sindaco» ha detto il ministro Annamaria Bernini «Lo facciamo con la certezza di avere un candidato perbene, serio e capace. Con Di Mauro alla guida della città sarà possibile fare ciò che voglio per Foggia: valorizzare i suoi talenti, i suoi giovani e dare una risposta per il loro futuro. Il governo è con lui e siamo pronti a dar seguito al patto per liberare le energie positive che fanno parte di questa città». Dall’altra parte il coro univoco di Schlein, Conte, Calenda, Bonelli, Vendola, Fratoianni, è scontato: «Votateci sennò arrivano le destre».

 

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