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Rai, giornalista "manipolato" contro Meloni? Gasparri, la mossa contro Viale Mazzini

 Maurizio Gasparri

Cla.Osm.
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«L’Usigrai (l’organizzazione sindacale dei giornalisti della Rai, ndr) dovrebbe difendere Massimiliano Melilli, il collega che è stato oggetto della manipolazione, non gli altri». Maurizio Gasparri, senatore e vicepresidente di Palazzo Madama, in quota Forza Italia, lo conosciamo tutti: è uno che parla pane al pane e che non le manda a dire. Sulla “vicenda Rainews” ha già presentato un’interrogazione, è pronto a presentarne una seconda e, per questo, è deciso ad andare fino in fondo. «Quello che è successo è vergognoso», racconta, «ma le cose dovranno cambiare».

Senatore Gasparri, facciamo un passo indietro. Lei è anche un membro della commissione parlamentare di Vigilanza Rai: cosa è successo?
«Ha fatto bene a ribadirlo. Faccio parte della commissione Vigilanza e quindi esercito l’attività di vigilanza. Ho appreso, da una polemica pubblica, grazie a una nota di Pluralismo e Libertà, che è una componente interna alla stessa Usigrai, una nota del 23 ottobre scorso, che sarebbero stati estrapolati 37 secondi una rassegna stampa per mettere in cattiva luce un giornalista. Mi sembra una cosa grave.
Per questo ho promosso un’interrogazione».

Le hanno risposto?
«Non ancora, sto aspettando. Ma nel frattempo Vittorio Di Trapani, già noto esponente sindacale della Rai e attualmente non più capo dell’Usigrai, è intervenuto a difendere quanto accaduto. Ha visto il suo tweet di ieri mattina?».

Quello in cui dice che “il metodo per silenziare il dissenso è fango, qualche articolo compiacente e interrogazioni parlamentari strampalate”?
«Ecco. Non si permetta di usare questo linguaggio che è temerario e vagamente intimidatorio: strampalato, Di Trapani, semmai, lo dice ai suoi amici, non certo a me. Le dico di più, posso?».

Prego.
«Farò un’interrogazione ulteriore contro questo linguaggio che reputo offensivo e che tira in ballo non solo l’attività parlamentare, ma anche quella della stampa libera. Chiederò conto e ragione all’azienda».

Eppure anche ieri l’Usigrai ha fatto uscire un comunicato nel quale si parla di un “avvilente ruolo assunto da alcuni parlamentari”. Le sono fischiate le orecchie?
«Io ho digerito ben altre pratiche, mettiamola così. Il punto è sono abituati a gestire con una logica padronale la Rai, come se fosse non un servizio pubblico ma un servizio dell’Usigrai e dei “vopos” modello Ddr della sinistra. Ora basta. C’è una stagione di libertà e queste prepotenze dovranno essere esaminate da chi è designato a farlo». 

Anche perché non si tratta di un giornale privato o indipendente, è la televisione di Stato... È quantomeno legittimo approfondire, non crede? 
«Sì. Che cosa hanno da dire i vertici della Rai? È stata fatta una cosa corretta? Si possono estrapolare 37 secondi e offendere un collega? Sono domande che dovranno avere delle risposte. Tuttavia le ribadisco: l’Usigrai dovrebbe difendere chi è stato vittima di una manipolazione, non il resto. Altrimenti siamo al ribaltamento. La nostra è una visione democratica parlamentare e di vigilanza. Punto». 

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