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Milleproroghe, Sandra Zampa e il Pd lasciano i lavori: "Danni alla democrazia", l'ultima sparata

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Domani, mercoledì 21 febbraio, in Aula al Senato è atteso il ddl Milleproroghe, il testo che verrà convertito in legge e che contiene disposizioni urgenti di vario tipo in termini normativi. Il testo è stato incardinato nelle ultime ore a Palazzo Madama, in Commissione affari costituzionali. E, secondo quanto si è appreso, il governo sarebbe intenzionato a porre la fiducia sul testo. 

E proprio il possibile voto di fiducia è stata l'occasione, per il Pd, per una nuova polemica. Per una nuova "sceneggiata". La firma in calce è quella di Sandra Zampa, capogruppo dem in Commissione Affari Sociali a Palazzo Madama, la quale ha deciso di abbandonare i lavori. "Di fronte all'ennesima mancanza di rispetto nei confronti dei diritti dell'opposizione, a cui si vuole negare anche la possibilità di valutare provvedimenti e norme - in questo caso il cosiddetto milleproroghe - il gruppo democratico ha abbandonato poco fa i lavori della decima commissione", ha annunciato. 

E ancora: "Abbiamo illustrato le ragioni della nostra protesta ed espresso la nostra preoccupazione per il venire meno di una relazione rispettosa tra maggioranza e opposizione. Il Parlamento italiano è ormai al monocameralismo di fatto. Non posso dimenticare le proteste violente che il partito di Giorgia Meloni e Meloni in prima persona hanno espresso in ogni sede durante la pandemia per l'urgenza cui erano costretti i parlamentari. Una denuncia che alla luce di ciò che accade oggi ad opera delle forze di maggioranza di destra suona come una straordinaria ironica presa in giro. Peccato che avvenga a danno della democrazia e del Parlamento italiano", ha chiuso la sua intemerata Sandra Zampa.

Nel Milleprorghe, per inciso, rientrano misure che spaziano dall'agricoltura ai concorsi pubblici, esenzioni fiscali e novità per il settore medico.

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