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Alessandra Todde zittisce Schlein e Conte: "Questa è la battaglia dei sardi"

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Alessandra Todde, candidata di Pd e M5s alle Regionali in Sardegna, preferisce chiudere la sua campagna elettorale senza i leader dei due partiti che la supportano, Elly Schlein e Giuseppe Conte. Una scelta che in passato ha premiato l'attuale sindaco di Verona Damiano Tommasi, ma anche il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini. "Ho avuto la disponibilità di Conte e Schlein e li ringrazio molto per la loro vicinanza e per il supporto - ha dichiarato la Todde - ma ho preteso che l’ultimo giorno prima del voto sia in mano ai sardi, perché questa è la battaglia dei sardi".

Una scelta del genere l'aveva presa anche Giacomo Possamai, che è riuscito a conquistare Vicenza in una regione in cui il presidente Luca Zaia era stato scelto dal 76,8% degli elettori. Pure lui, come oggi la Todde, aveva deciso di non avere accanto a sé i big nazionali. "Abbiamo fatto una cosa incredibile — disse l'anno scorso, dopo la vittoria sul sindaco uscente di centrodestra —. Non so se avete visto come è andata nel resto d’Italia". Un anno prima c'è stato Tommasi, che ha agito allo stesso modo. Ancor prima, nel 2019, era stato Bonaccini a prendere questo tipo di decisione, scegliendo di giocarsela da solo. 

 

 

 

Ha provato a spiegare cosa succede in Sardegna Marco Meloni del Pd, originario di Quartu Sant’Elena: "Qui abbiamo una forte tradizione autonomista. Qui c’è stata la trattativa e la scelta della candidatura. È una partita sarda per il futuro dell’Isola, e non nazionale, anche se certo non ci sfuggono i riflessi che il cambiamento potrebbe avere sulla politica nazionale".

 

 

 

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