Il nuovo capitolo della saga “la destra faccia quello che la sinistra non è stata capace di fare” si arricchisce col nuovo capitolo flussi. Il decreto per far entrare regolarmente in un triennio circa 500.000 lavoratori extracomunitari (parliamo di badanti, edili, agricoltori in massima parte) è richiesto in particolare dalle imprese e dai vari soggetti che hanno difficoltà a reperire manodopera. L’esecutivo fa quello che ha promesso dopo aver analizzato numeri e necessità e c’è chi non si accontenta mai. Ovviamente, a sinistra, o meglio nell’arcipelago che deve sempre essere soddisfatto per continuare il proprio business. Sicuramente brava gente quella delle Ong, degne persone alla comunità di Sant’Egidio, ma è insostenibile la pretesa di ancora più migranti e permessi di soggiorno. Eppure è ciò che rimbalza da ieri su notiziari, siti e agenzie di stampa.
Esaurita “l’emergenza Pride” in Ungheria, ora c’è il nuovo canale propagandistico a cui dare sfogo. Appunto, non basta mai. Nella sostanza si vorrebbe scardinare ogni politica di contrasto all’immigrazione irregolare, approfittando delle norme a tutela di quella regolare e per il lavoro. Si sentono le solite voci a raccontare il dramma di chi fugge senza prospettive grazie ai trafficanti del mare. In questo si distingue subito Open Arms, che pretende maglie sempre più larghe. Ma alla propaganda siamo ormai abituati; però colpisce che al coro si unisca anche la comunità di Sant’Egidio col suo presidente Marco Impagliazzo. Da un lato ci si rallegra per l’allargamento del decreto flussi, ma poi ci si lamenta per i numeri legati alle badanti. E si chiedono misure per facilitare “l’accesso del personale straniero, ma soprattutto serve ridurre le problematiche burocratiche affinché queste persone possano entrare nelle nostra case, serve potenziare l’assistenza domiciliare integrata, incentivare il co-housing come previsto dalla legge 33, rendere operativi i presidi sociali e sanitari sul territorio, come centri diurni e ospedali di comunità e accelerare in toto la riforma dell’assistenza agli anziani con l’emanazione dei decreti attuativi”. E chi ascolta lo fa col timore che al fondo ci sia la voglia di abbattere ogni ostacolo all’accesso in Italia di chi invece non ne ha diritto. Tutto rischia di finire in un calderone senza distinzioni. Perché al governo andrebbe riconosciuto di aver puntato da una parte sul binario del dialogo col mondo dell’impresa e dall’altro sul sostegno a chi vuole venire da noi solo per lavorare onestamente.
Bologna, migrante scappa prima di salire sull'aereo per evitare l'espulsione: caos in aeroporto
Un migrante marocchino di 29 anni, destinatario di un decreto di espulsione perché privo di permesso di soggiorno...Ma davvero non si può dare l’idea di voler aprire le frontiere in maniera quasi indiscriminata. È una stagione che abbiamo già conosciuto con la sinistra al governo e non ha portato a risultati positivi. Il governo di centrodestra tenta di porre rimedio alla difficile situazione ereditata e davvero non si può prendere ancora di più. Anche perché nel frattempo i problemi sono cresciuti. L’immigrazione comporta tante difficoltà. A partire da quella irregolare: spesso incontrollata, slegata dai decreti flussi. Il degrado urbano si registra in molti quartieri o città con situazioni spesso difficili da gestire. C’è sofferenza per un’integrazione mal gestita: senza scuola, lavoro, alloggi dignitosi, si creano tensioni. Ed esplode la sensazione di insicurezza: anche se i dati sui reati non mostrano un’esplosione, la percezione di paura resta forte in diverse fasce della popolazione.




