Capezzone, "abbastanza indegno": la violentissima campagna politica dei giornaloni

Le campagne politiche dei giornaloni: gli "indegni festeggiamenti" su #Piantedosi in Libia, la "vendetta" contro #Nordio. E su #PierSilvioBerlusconi... La #rassegnascorrettissima di #DanieleCapezzone
giovedì 10 luglio 2025
Capezzone, "abbastanza indegno": la violentissima campagna politica dei giornaloni

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I giornali di oggi proseguono sui binari di ieri: "Due ministri, Nordio e Piantedosi, oggetto di una violenta campagna politica e di stampa", spiega Daniele Capezzone nella sua rubrica Occhio al caffè, la rassegna stampa politicamente scorrettissima.

Da un lato il ministro degli Interni, che parla al Corriere della Sera, e la sua missione non conclusa in Libia. "Certo è abbastanza indegno il festeggiamento anti-italiano di quelli che si felicitano per questo esito", suggerisce il direttore editoriale di Libero. Dall'altro l'attacco a Nordio sul caso Almasri, per cui le opposizioni chiedono le dimissioni in base alla tesi secondo cui il ministro della Giustizia non avrebbe detto la verità in Parlamento. "La verità è che Nordio è il bersaglio di una campagna politica, una vendetta per la riforma della giustizia", sottolinea Capezzone.

Questione Pier Silvio Berlusconi: "I palinsesti di Mediaset hanno un ulteriore e significativo spostamento verso sinistra, con Tommaso Labate al mercoledì sera e Mario Giordano spostato alla domenica. Da quelle parti si parla di 'riequilibrio'. Pier Silvio però parla tanto anche di politica, stoppando Tajani sullo Ius Scholae, chiedendo rinnovamento dentro Forza Italia, parla di perdita di peso di Matteo Renzi con il leader di IV che decide di interrompere i rapporti con Mondadori".

"I giornali - prosegue Capezzone - si soffermano sulle dichiarazioni più politiche di Berlusconi, che sembra non escludere una futura discesa in campo. Qualcuno minimizza, altri parlano di predellino. Si ragiona meno invece sui palinsesti che sembrano occhieggiare a sinistra".

Faccenda Trump: "Conferma il nuovo posizionamento sull'Ucraina, armi a Kiev e sanzioni a Mosca. La decisione di un parziale stop alle forniture era del segretario alla Difesa Hegseth. E non si dà pace il professor Orsini sul Fatto, che da qualche giorno si tiene prudentemente lontano dalla questione mediorientale su cui ha detto un sacco di put***te".