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OPINIONE

Chi fa il gioco dei nemici della libertà

di Mario Sechivenerdì 11 luglio 2025
Chi fa il gioco dei nemici della libertà

2' di lettura

Tra qualche giorno, il 18 luglio, Libero compie 25 anni, è una storia lunga dove ci sono un paio di punti non negoziabili con nessuno, tra questi c’è la difesa di Israele, il suo diritto di esistere, una denuncia ferma contro l’antisemitismo. Quando il 7 ottobre del 2023 le belve di Hamas hanno assaltato i kibbutz massacrando gli ebrei abbiamo seguito una linea editoriale che non ha nessuna deroga possibile perché è un elemento fondativo del nostro giornale. Si tratta anche di una questione personale, una mia convinzione profonda, condivisa con la redazione, che non ha nessuna possibilità di essere scalfita, ammorbidita, sottoposta al “ma anche” con il quale si salvano coloro che hanno paura di schierarsi, di offrire ai lettori una posizione chiara.

Israele è minacciato fin dalla sua fondazione, gli agguati agli ebrei non fanno notizia, ogni giorno anche loro muoiono, non solo soldati, cadono civili inermi, uccisi perché sono ebrei. Libero non ha nemici, ma abbiamo avversari, questo sì, che affrontiamo in una quotidiana battaglia delle idee. Il gruppo di giovanotti che ieri ha manifestato davanti alla nostra redazione, un happening sgangherato di giovani con poche idee ben confuse, non ci toglie certo il sonno, l’elemento radioattivo è un altro, è la loro incapacità di distinguere tra il bene e il male, alla fine fanno il gioco degli utili idioti dei nemici della libertà.

Da quando Hamas ha invaso Israele, ho ricevuto insulti e minacce di tutti i tipi, non ho mai risposto, neanche a quelli che si sono adoperati in televisione nel dipingermi come un Dottor Stranamore. È il trionfo dell’ignoranza che domina nel ruttodromo dei social, dal quale cerco di tenermi a una certa distanza perché faccio tesoro di un vecchio detto: mai discutere con un cretino, ti trascina al suo livello e poi ti batte con l’esperienza.