Dazi, Meloni zittisce Schlein: "L'Italia farà la sua parte, come sempre"

lunedì 14 luglio 2025
Dazi, Meloni zittisce Schlein: "L'Italia farà la sua parte, come sempre"

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I dazi? Per la sinistra è tutta colpa di Giorgia Meloni. Dopo un'intera giornata di attacchi, la premier decide di mettere la parola fine alle critiche dei compagni. "Anche oggi, il governo è in stretto contatto con la Commissione europea e con tutti gli attori impegnati nella trattativa sui dazi. Una guerra commerciale interna all'Occidente ci renderebbe tutti più deboli di fronte alle sfide globali che insieme affrontiamo", premette all'interno di una nota ricordando che "l'Europa ha la forza economica e finanziaria per far valere le proprie ragioni e ottenere un accordo equo e di buon senso". Poi l'avvertimento: "L'Italia farà la sua parte. Come sempre".

E a stretto giro è arrivata anche la risposta di Lucio Malan: "Anche davanti alla crisi dei dazi, aperta dalla lettera del presidente Trump, l'opposizione di sinistra dimostra tutta la sua pochezza. Per settimane il Pd e il M5S hanno sbraitato, sostenendo che il governo italiano doveva affidarsi alla Commissione europea per le trattative con gli Stati Uniti e non agire autonomamente. Adesso che la discussione si complica, per loro il premier Meloni è responsabile e colpevole di quello che è accaduto", ha tuonato il presidente dei senatori di Fratelli d'Italia per poi rincarare la dose: "Ancora una volta la sinistra ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza, il suo provincialismo, davanti alle grandi sfide. Gli italiani sono certamente rassicurati dal fatto che chi è alla guida della Nazione agisce in modo ben diverso, senza tentare di lucrare consenso con questi atteggiamenti strumentali, e sanno bene che con il governo Meloni, in ogni situazione, le famiglie e le imprese italiane saranno tutelate". 

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Basti pensare a quanto dichiarato da Elly Schlein. La leader del Pd ha tirato in ballo "il negoziato dell'Ue".  "Voglio pensare che abbia la forza di sventare questa guerra commerciale, negoziando fino al 1 agosto e anche minacciando di colpire le big tech americane - ha detto a La Stampa -. Serve una risposta unita, forte e compatta, ma bisogna negoziare fino all'ultimo. Guai a chi pensasse a una strada bilaterale: è esattamente quello in cui spera Trump, il divide et impera. Tra l'altro, questa lettera mi pare smentisca definitivamente il ruolo di ponte di Giorgia Meloni".

Per la leader dem "il governo si sveglia tardi. Non hanno fatto altro che minimizzare, anche se i dazi e l'incertezza causanoi danni alll'economia da mesi. Ora sostengano il negoziato europeo, anzichè preoccuparsi di non infastidire Trump. Ho fiducia nel fatto che solo la compattezza europea può salvare gli interessi di tutti. Serve una trattativa disposta a colpire dove fa loro più male, e che fissi delle linee rosse: non venire meno ai principi di tutela della salute e del lavoro".