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Sinistra cerchiobottista: "Né Maduro né Trump"

Veltroni e Gentiloni denunciano la violazione del diritto internazionale Ma sulla testa del narcotrafficante pendeva già una taglia messa da Biden
di Giovanni Sallustimartedì 6 gennaio 2026
Sinistra cerchiobottista: "Né Maduro né Trump"

2' di lettura

Ci mancava lo slogan “Yankee go home!” in prima pagina, poi la copia del Corriere della Sera mandata in stampa ieri sarebbe stata del tutto indistinguibile da un ciclostile antagonista pro-Maduro. In questo modo, perlomeno, il quotidiano di via Solferino ha salvato la forma, che deve pur assomigliare vagamente a quella che un tempo connotava l’organo della borghesia produttiva, candidandosi a testata di riferimento della sinistra “neneista”. Ovvero: né con Trump né con Maduro, dove non si sa, magari sugli alberi dello chiccoso Bosco Verticale meneghino, sicuramente fuori dalla fiumana della Storia.

L’Orco di Mar-a-Lago che si divora il diritto internazionale, questo è l’eterno problema, l’unico, la chiave esplicativa mono-ossessiva che fa precipitare tutto il resto (robetta come il controllo delle rotte energetiche, l’Asse delle autocrazie a un passo dalla costa americana, perfino la festa dei civili venezuelani liberati) nell’irrilevanza. È a tutti gli effetti una paranoia ideologica camuffata da analisi, e infatti per supportarla il Correrione ospita in un giorno ben due ex leader del Partito democratico. Voilà allora l’articolessa di Walter Veltroni (uno che ha sempre scambiato l’America con i party mondani della famiglia Kennedy) e l’intervista a Paolo Gentiloni Silveri, già rampollo eco-gauchista poi convertito al rito eurocratico.

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