Dopo 423 giorni di detenzione, dopo un'eternità trascorsa nelle celle venezuelane, Alberto Trentini è un uomo libero. Il cooperante è atteso in Italia, forse già domani, martedì 13 gennaio. Termina così un'odissea, un dramma umano, una ingiusta e ricattatoria detenzione.
Una notizia accolta con gioia e soddisfazione a tutte le latitudini politiche, da Giorgia Meloni in primis: il suo governo è riuscito a raggiungere un altro importante obiettivo. Soddisfazione anche da sinistra, anche se da quelle parti sembra vietato riconoscere qualunque tipo di merito al governo. Anzi, l'ordine di scuderia sembra essere quello di non citarlo proprio, il governo (si pensi alle dichiarazioni di Elly Schlein, segretaria del Pd).
Una liberazione, quella di Trentini, che porta ben chiara in calce anche la firma di Donald Trump: senza il blitz in Venezuela per liberare il Paese da Nicolas Maduro, oggi, Trentini sarebbe per certo ancora in cella.
Trentini libero, FdI contro Schlein: "Scordi il governo, te lo ricordiamo noi"
Prima accusano il governo di non aver fatto abbastanza per la liberazione di Alberto Trentini, detenuto per più d...Ed è in questo contesto che nelle ultime ore ha preso a rimbalzare sui social un post del gruppo dei deputati del Pd, datato 4 gennaio, piovuto poche ore dopo il blitz statunitense a Caracas. Nel post, i democratici attaccavano Meloni e il governo per aver definito "legittima" l'operazione condotta da Trump.
Dunque, il post: "Quella del Governo è una dichiarazione grave, a tratti incredibile. Definire legittima l'aggressione di Trump è insostenibile sul piano del diritto internazionale. Si concentri piuttosto sulla liberazione di Alberto Trentini". E guarda un po', soltanto otto gironi dopo Trentini è tornato a essere un uomo libero. Non solo lui: libero anche Mario Burlò, così come nei giorni scorsi sono stati liberati altri nostri connazionali.
E insomma, chissà se alla luce dei fatti, dalle parti del Nazareno, almeno nel loro segreto, nel loro privato, avranno ammesso che quel post del 4 gennaio si è rivelato l'ennesimo autogol, l'ultima figuraccia, l'ultimo capitolo di una storia sempre sbagliata.




