Matteo Piantedosi si presenta alla Camera per l'informativa sulla vicenda che coinvolge Mohammad Hannoun, presidente dell'Associazione palestinesi in Italia. C'è anche lui tra gli arrestati dell'operazione antiterrorismo del 27 dicembre scorso. Il "cittadino giordano, residente da anni a Genova, figura di riferimento dell'associazionismo filopalestinese in Italia", spiega il ministro dell'Interno prima di svelare che "secondo l'ipotesi investigativa" è anche "il capo della cellula italiana di Hamas".
Per Piantedosi ora "è stato squarciato il velo su attività che, dietro il paravento di iniziative in favore della popolazione palestinese, venivano sistematicamente dirottate verso strutture di Gaza riconducibili all'egida di Hamas, per finalità di terrorismo. È un dato su cui richiamo l'attenzione soprattutto di chi, in alcune occasioni, ha manifestato vicinanza acritica e puramente ideologica a personaggi coinvolti nell'indagine, sottovalutando, magari in buonafede, la delicatezza e la complessità di contesti". "Libertà e sicurezza sono diritti sui quali dobbiamo unirci tutti", ha aggiunto. "Contraria a questo auspicio è di certo la sottovalutazione di iniziative propagandistiche che hanno visto Hannoun ergersi a paladino dei diritti umani, essere invitato in sedi istituzionali e, in alcune occasioni pubbliche - ha precisato - , arrivare a rivolgere espressioni ingiuriose nei confronti delle massime Istituzioni della nostra Repubblica".
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Ventimila morti e non sentirli. È curioso come tanti canali che per anni hanno intasato i social di contenuti pro...Immediata la reazione di Fratelli d'Italia: "Come è stato possibile che una certa parte della sinistra non si sia accorta della pericolosità di questo soggetto" e "Conte non abbia detto una parole sulla deputata Ascari che con Hannoun andava a braccetto in Medio Oriente fino a portarlo nelle sedi istituzionali", incalza l'opposizione Sara Kelany, deputata di FdI. Kelany ha puntato il dito contro "la penetrazione dell'Islam politico all'interno dell'Occidente e della nostra nazione. Un progetto evidente di destabilizzazione del nostro sistema democratico. Dal 7 ottobre in poi - ha aggiunto - questo disegno si è manifestato in tutta la sua evidenza: piazze pro Pal infuocate cariche di facinorosi" e "la sinistra extraparlamentare" che "ha cavalcato queste battaglie". "Se l'intento chiamandoci sionisti era quello di offenderci non ci sono riusciti, noi siamo stati e saremo sempre per il diritto di Israele di esistere. Se l'intento era di intimidirci non arretriamo".
Eppure, nonostante questo, il Partito democratico torna a difendere Hannoun: "Non è accettabile accettare in questa Aula accuse e calunnie senza fondamento, vi dovreste vergognare. Quando si tratta di terrorismo dovreste favorire l'unità delle forze politiche come è stato fatto sapientemente in passato", commenta Valentina Ghio che rincara la dose: "Non possiamo prendere lezioni di antisemitismo da chi si diverte indossando le divise dell'SS e nemmeno possiamo prendere lezioni di lotta al terrorismo da chi ha svariate fotografie imbarazzanti con terroristi neri condannati per stragi o esponenti della criminalità organizzata".




