Caro direttore, il suo giornale come altri, polemizza con i pacifisti e con i pro-Pal che, dopo tutte le manifestazioni contro Israele per i bombardamenti a Gaza, osservano un rigoroso silenzio su quelli in Ucraina e adesso anche sulla terribile repressione nei confronti degli iraniani da parte degli Ayatollah. Ovviamente le polemiche sono giustificate, ma bisogna andare al fondo della questione che è molto seria e grave. Come da tempo in Francia (vedi il caso Melenchon), adesso in Italia (Landini, l’Anpi, un pezzo del Pd) c’è una parte della sinistra tradizionale che sta facendo una riconversione profonda verso il movimentismo islamista presente in entrambe le nazioni, che deriva anche da qualcosa che si sta verificando da tempo nelle nostre società. Il punto di partenza è costituito dalla rilevante presenza di immigrati regolari e non. Oggi una parte dell’associazionismo palestinese è in campo su un terreno di movimentismo spinto che arriva fino alla guerriglia urbana o allo “squadrismo” perché in modo sistematico sta impedendo la libera manifestazione del pensiero nelle Università e nelle scuole a chi ha su Gaza e su Israele un parere diverso: si sono moltiplicati gli episodi nei quali è stato impedito di parlare a personaggi come Molinari, Capezzone, Roccella e altri.
Ebbene questo movimentismo si è saldato con un pezzo della sinistra tradizionale che, essendo venute meno le ragioni ideologiche e politiche della sua collocazione nel comunismo, adesso sta scoprendo una versione del terzomondismo in chiave islamica. Così in Francia Melenchon, tradizionale esponente della sinistra del Partito socialista, adesso ha costruito una aggregazione politica, la cui posizione di fondo è sempre più organicamente islamista. Altrettanto sta avvenendo in Italia con due realtà associative appartenenti alla sinistra quali la Cgil e l’Anpi. Storicamente la Cgil di Di Vittorio e di Lama ha svolto un ruolo riformista, anche rispetto al Pci.
Oggi questa linea è totalmente rovesciata. La sinistra sindacale di Landini ha evocato prima “la rivolta sociale” poi si è saldata con il movimentismo pro-Pal per Gaza, Flottilla, addirittura in solidarietà con Maduro. A sua volta l’Anpi, già da prima del 7 Ottobre, ha fatto una operazione altrettanto “spinta”, perché ha aperto alle associazioni palestinesi le manifestazioni del 25 Aprile operando due forzature, una di tipo storico (le milizie palestinesi si schierarono con l’esercito nazista; l’altra attuale, perché l’associazionismo palestinese aggredisce in modo sistematico gli ebrei che a pieno titolo considerano il 25 aprile la loro festa. Nel campo largo si sta coagulando una area estrema nella quale si aggregano islamico ispirati dall’Iran e Hamas e pezzi di sinistra storica che si sono radicalizzati. Tutto ciò accentua la radicalizzazione del campo largo già di per sé risucchiata in quella direzione dalla ossessiva ricerca di alleanze tra il Pd nella versione Schlein nei confronti di Conte, che a sua volta ha un’attrazione verso la Russia di Putin come dimostrano tutte le sue posizioni di questi anni. In un contesto di questo tipo la minoranza di stampo riformista e garantista che non a caso si è riunita a Firenze il 12 gennaio per esprimere il Sì al referendum, risulta del tutto marginale perché su posizioni riformiste.
Tutto ciò colloca l’attuale sinistra in una posizione divergente da un’area di centro che è invece molto forte nella nostra società. Non possiamo fare a meno di rilevare che alle radici di questa perdita totale di equilibrio da parte della sinistra italiana c’è la distruzione del Psi, messa in atto nel ‘92-‘94 da un pezzo dei poteri forti, dal pool dei pm di Milano e da magistratura democratica, e dai “ragazzi di Berlinguer” (Occhetto, D’Alema, Veltroni) che su questa linea hanno guidato il Pds con il dissenso dei miglioristi (Napolitano, Chiaromonte, Macaluso). Non essendo più in campo nell’area di sinistra un forte Partito Socialista e Riformista, una larga parte del Pd anche per ragioni banalmente elettorali è presa da una sorta di “attrazione fatale” per le posizioni radicali che emergono alla sua sinistra: l’esperienza storica ci dice che quando ci si mette su quel terreno non ci si ferma più.




