Testimonial cercasi disperatamente. Il referendum sulla giustizia si avvicina, il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del Comitato per il No che chiedeva di posticipare la data del voto, prevista dal Consiglio dei ministri per il 22 e 23 marzo, e dunque le opposizioni (politiche e togate) devono accelerare il passo, visti i sondaggi che vedono i favorevoli alla riforma Nordio in maggioranza.
La campagna elettorale è soprattutto questione mediatica, perché la materia è ostica. Servono volti popolari, con un certo appeal anche sui social, e così ecco l'ultima risorsa: Pierfrancesco Diliberto in arte Pif, conduttore, ex Iena nonché Il testimone di una celebre trasmissione televisiva di qualche anno fa. E' lui l'ultimo a essersi schierato pubblicamente per il "No", e il Partito democratico lo annuncia su Facebook con parecchia enfasi. Troppa, tanto che molti utenti ironizzano provocando il più classico degli effetti boomerang.
Pif non ha mai nascosto la sua anima progressista: come ricorda anche il Secolo d'Italia, negli anni scorsi è passato con una discreta disinvoltura dal sostegno a Matteo Renzi alla "sbandata" per il Movimento 5 Stelle e ora pare rientrato alla "casa del padre", sposando le tesi democratiche.
"Ho capito che devo votare no ascoltando Nordio e Tajani e l'ho capito di più di quando ascolto un magistrato - ha ammesso sul referendum in un video, rilanciato sui social dal Comitato Giusto Dire No e condiviso dal partito della segretaria Elly Schlein -. Tajani, ad esempio, ha dichiarato che la maggior parte degli imputati in Italia alla fine viene assolta. Il ragionamento che faccio allora è: se un imputato alla fine viene assolto molto probabilmente è perché il pm e il giudice hanno avuto idee diverse riguardo le sorti dell'imputato".
Risultato? In calce al video si scatenano gli sfottò dei lettori: "Grandi giuristi: Pif, Mannoia, Littizzetto, Travaglio che era per il sorteggio ma oggi ha cambiato idea...", "Ma vi rendere il Pd a cosa si è ridotto?", "Ma anche nani e ballerine fanno i giuristi?", "E sti c***zi Pif ha sempre votato quello che diceva il partito, probabilmente avrebbe votato sì quanto anche il Pd voleva la separazione delle carriere", "Motivo in più per il sì", "Bravo mi hai convinto io voterò sì ASSOLUTAMENTE!", "Pif è schierato con la sinistra. Ecco perché vota no. Punto".
E ancora: "I vostri senatori e deputati votano Sì. Per una volta siate coerenti e mettete un post con chi è favorevole all'interno del vostro partito", "Ma basta... ma veramente dobbiamo sentire questi soggetti...", "A me non importa, un PIFfero", "Pessimo spot... cambia argomento... sei penoso", "Ognuno è libero di fare quello che vuole ma trovo sbagliato che una persona che fa televisione si schieri, dovrebbe evitare di scendere in campo perché allora vuol dire che vuol fare politica", "Una serie di cavolate e supposizioni varie così numerose è difficile sentirle tutte assieme".
Degno di nota, infine, un lungo post di un utente: "Da anni vediamo una sinistra che non costruisce nulla, non difende nulla, non produce nulla. Vive solo di protesta permanente, di caos e di ricatto morale. Quando non ottiene quello che vuole, alza la voce, blocca tutto, distrugge e intimidisce. Protestare è un diritto. Minacciare, intimidire, aggredire, bloccare il Paese no. Zittire chi la pensa diversamente no. Trasformare l'Italia in un campo di battaglia ideologico no. Questo non è progresso. Non è giustizia sociale. È irresponsabilità pura. È una minoranza rumorosa che tiene in ostaggio una nazione intera mentre la maggioranza lavora, paga e subisce. Basta giustificare tutto. Basta avere paura di far rispettare le regole. Basta chiamare 'diritti' quelli che sono solo soprusi. Un Paese serio non tollera l'anarchia travestita da impegno politico. Serve una linea chiara. Serve ordine. Serve rispetto per l'Italia e per chi la manda avanti ogni giorno". E stavolta non basterà un video con Pif per replicare a queste lapidarie constatazioni.




