In piena crisi mistica, alla sinistra è apparsa Giorgia in chiesa. Sconvolti dalla visione dell’angelo biondo nella basilica di San Lorenzo in Lucina, a Roma, i compagni non hanno visto i demoni che in piazza a Torino hanno assaltato la polizia, sfregiato la città, mostrato il volto di chi è pronto a uccidere i servitori dello Stato.
Da anni i partitanti dell’opposizione vedono il fascismo alle porte, ma sono sempre ciechi di fronte alla violenza dei movimenti che continuano a coccolare.
La storia del collettivo di Askatasuna a Torino è esemplare e non è certo singolare, la galassia dell’antagonismo è ampia, gode di supporto politico, giustificazione sociologica, copertura giornalistica. La guerriglia urbana per questi gruppi è un elemento della loro ideologia, non è un episodio, è un programma politico. Ho visto le immagini di un poliziotto a Torino pestato da un gruppo di manifestanti, pugni e calci su un uomo a terra, hanno cercato di colpirlo con un martello, potevano ucciderlo. La grande professionalità delle nostre forze dell’ordine ha sempre evitato il peggio, ma ieri siamo stati a un passo dalla tragedia.
Vent’anni fa, Nicolas Sarkozy, allora ministro dell’Interno della Francia, chiamò questa massa di delinquenti con il nome giusto, «racaille», feccia. Vent’anni dopo, è la stessa feccia che vediamo all’opera in Italia ogni volta che c’è da sostenere una causa sbagliata, dalla «Palestina libera dal fiume al mare» (slogan sentito ieri a Torino), alla protesta contro la presenza degli agenti americani dell’Ice in Italia (alimentata irresponsabilmente dai partiti della sinistra, Pd in testa) per le Olimpiadi invernali.
I comunicati di presa di distanza “dopo” gli incidenti non sono credibili perché è il “prima” che conta e la sinistra si è dimostrata incapace di distinguere tra il bene il male, ha indossato l’abito sporco del complice, ha lasciato le sue impronte digitali sul luogo del delitto, è colpevole di questa vergogna nazionale che è il frutto avvelenato dell’odio seminato in questi anni contro il governo Meloni e il centrodestra, con la complicità di parte della magistratura militante e dei media che per affinità ideologica si compiacciono di essere il megafono di questi gruppi eversivi. Siamo all’ultima curva della legislatura, tra meno di due mesi si vota il referendum sulla riforma della giustizia, gli agenti del caos sono in azione, soffiano sul fuoco, bisogna spegnerlo. Lasciate stare gli angeli, bisogna arrestare i demoni.




