"Il pluralismo non è una concessione, non è lasciar parlare qualcuno e poi fare come se nulla fosse perché c'è già un'altra linea, non è generica tolleranza". Resa dei conti alla Direzione del Pd: l'europarlamentare Pina Picierno contesta la segretaria Elly Schlein alla radice, demolendo la sua leadership punto per punto. Difficile, a partire da oggi, pensare a una ricomposizione. E non è solo una questione personale: dietro Picierno si muove un mondo, minoritario ma rilevante, quello riformista ed europeista del Partito democratico che vive da tempo con grande sofferenza la deriva a sinistra della Schlein.
"Ci può essere unità anche avendo posizioni diverse, se quelle posizioni vengono ascoltate, riconosciute e apprezzate. Non si è più uniti quando invece le differenze vengono ridotte all'invisibilità, insultate, annichilite e lì nasce la frattura", ha spiegato la vice-presidente del Parlamento Ue, che ha poi tirato in ballo nomi pesanti del centrosinistra. "C'è una lenta, taciuta, nascosta ma progressiva e inesorabile tendenza di dirigenti che stanno lasciando questa comunità, tanti fondatori non riconoscono più il Pd. Penso alle parole di Prodi, di Veltroni, ma la lista è lunga".
Referendum giustizia, Pina Picierno smaschera Schlein: "Insultante e svilente"
Il fronte del "No" per il prossimo referendum sulla giustizia le sta provando tutte per convincere gli italian..."Noi non possiamo sopportare più, cari amici e cari compagni, ci dobbiamo intendere con grande rigore e con grande serietà su questo: il Pd è ancora casa per i democratici, per i liberali? E cioè per me e per quelli che la pensano come me? Io continuo a sperare di sì, perché le ragioni per cui abbiamo fatto nascere un partito capace di parlare a tutti gli italiani e non solo alle curve, restano tutte ancora centrali", è uno dei passaggi più duri dell'intervento di Picierno.
Referendum giustizia, Elly Schlein nei guai: la frase che fa implodere il Pd
C'è poco da dire: Elly Schlein non sbaglia un colpo. La segretaria del Pd, nel tentativo di orientare i citta...A parti invertite, all'opposizione, il referendum sulla giustizia assomiglia a un altro momento che ha dilaniato il Pd, quando al timone c'era Matteo Renzi. "Quanto è accaduto dopo il referendum del 2016, è stata una frattura dolorosa. E oggi vedo spirali di radicalizzazioni però ancora più profonde dentro il Pd e dentro il campo largo. Un gruppo dirigente eletto ha certamente il diritto di mettere in campo la linea politica su cui ha vinto il congresso, ma non ha il diritto di cambiare la natura di un partito. Ed è quello che sta succedendo. Il Pd non è nato come un partito di sinistra identitario, non è nato così. E' nato come un partito riformista di centro-sinistra, era a casa". "Perché chi come me veniva da una formazione democratica, popolare, cattolica, liberale - io venivo da una formazione così, dalla Margherita - se oggi citi la parola liberale sei considerato un nemico del popolo. Ma io non sono una liberale, sono una fondatrice che ha esattamente quella estrazione politica e quella formazione".
Referendum giustizia, Gualmini guida la rivolta contro il Pd: "Tutti fascisti"
L'ultimo video postato dal Partito democratico sui social? Non è stata un'ottima trovata, anche perch&eac...Quindi una battuta, solo apparentemente più leggera: "Forse invece di discutere di come recuperare Tolkien, dovremmo recuperare Piero Gobetti, di cui in quest'anno ricorrono 100 anni dalla morte, inferta per mano dei fascisti. Noi abbiamo visto, e dobbiamo parlarne, un progressivo slittamento di questo partito. Sugli autobus c'è scritto: 'Si prega di non parlare al conducente'. Perché è vero, non si disturba chi è alla guida. Ma forse, visto che la strada che stiamo attraversando non è quella che abbiamo scelto insieme, forse allora le nostre voci sono più che una semplice richiesta di informazione. Sono la volontà di mondi che esistono, con cui parliamo, che ci vogliono, che ci vorrebbero un paio di cure, che fanno fatica a capire davvero qual è il termine di questo nostro viaggio".




