Uno entra nella lussuosa sala da tè aspettandosi di incrociare re Carlo o Camilla e ne esce, rattristato, dopo aver incrociato Antonio Decaro che parla di incarichi e di bilancio. Certo, sarà pure una delusione ma quant’è bello, in compenso, il progetto per la nuova buvette-ristorante-relax room della Regione Puglia? Sembra proprio Buckingam Palace.
Il costo dell’ultima creazione della Casta? Appena un milione e mezzo di euro (di soldi pubblici) e qualche manciata di spiccioli. E non si tratta di una idea campata in aria o di un wishful thinking: il programma della rinnovata area ristoro in via Gentile, a Bari, è stato infatti approvato in via definitiva dal Consiglio regionale insieme all’autorizzazione alla gara per l’affidamento dei lavori. Dunque, allacciate i bavaglini, impugnate le posate: ci siamo...
L’appalto interessa il piano terra della sede regionale e occupa 478 metri quadrati che prevedono duecento posti interni e cinquanta all’esterno, quando il bel tempo suggerirà di accogliere le miti temperature sudiste. Un investimento, conti alla mano, che vale circa 6.000 euro al metro quadrato per mangiare dentro un palazzo pubblico. Manco a Cortina d’Ampezzo o a Capri...
EREDITÀ
Negli atti di indirizzo si chiarisce che l’intervento è un’eredità della precedente legislatura (Michele Emiliano regnante). Una puntualizzazione necessaria, ma non risolutiva e anzi forse beffarda. Perché il tema non è chi l’ha pensato, ma chi oggi lo ratifica (Decaro) dopo che la cifra aveva già fatto discutere in autunno, nel pieno della campagna elettorale.
La nuova mensa non sarà una mensa, bisogna chiarire. È scritto nero su bianco. Bando alla tristezza operaia dei tavolini e dei banconi coi cibi precotti. Ci saranno invece un bel ristorante, una accogliente sala da tè, come detto, e un centro eventi nel caso si sentisse l’urgenza immediata di assistere a una conferenza stampa del governatore o di qualche altro esponente del centrosinistra locale.
«Data la rappresentatività dei luoghi, l’ingresso sarà caratterizzato dalla presenza di una parete rivestita in rovere con pannelli di diverso spessore recanti all’interno il logo della Regione Puglia», recita la relazione tecnica per chiarire che il milione e mezzo di euro è proprio benspeso. Forse giusto a Quantico nel quartier generale dell’Fbi si autocelebrano così...
La scelta cromatica non è meno significativa. Il colore dominante sarà il nero per tutti gli amanti dello stile Coco Chanel che notoriamente affollano la sede della Regione Puglia. D’altronde, si tratta di un tono «associato – si legge nella relazione ai provvedimenti amministrativi – all’eleganza, alla raffinatezza e al design contemporaneo funge da sfondo neutro ma potente ideale per far risaltare altri elementi di design, illuminazione, arredi colorati», spiegano i progettisti in preda a visioni mistiche.
SI PUNTA SUL NERO
Il nero si rivela potente, soprattutto, per giustificare una spesa che poco ha a che vedere con la necessità di garantire un pasto a dipendenti e consiglieri dove sgranocchiare qualcosa in attesa di tornare al lavoro o in Aula. All’ingresso principale, altra chicca, gli avventori troveranno cinquanta sedute blu polvere e un ulivo, il simbolo della Puglia che accoglie chi va a pranzo.
Nei vasi in pietra, alberature e arbusti ornamentali. L’Eden, insomma. I lavori, una volta affidati, dovranno concludersi in 150 giorni. E, se i tempi saranno rispettati, i consiglieri della dodicesima legislatura potranno finalmente dire addio a mense improvvisate e locali della zona che non hanno né il nero potente né l’ulivo all’ingresso.
E, a proposito dell'albero della pace, sembrano aver deposto l’ascia di guerra su questo temai Cinque Stelle pugliesi che, invece, avevano fatto fuoco e fiamme ai bei tempi di Grillo e Casaleggio contro la buvette del Parlamento che proponeva menu luculliani a pochi euro. I pentastellati pugliesi che cosa faranno ora che si spalancheranno le porte della nuova struttura? Si troveranno a condividere un ristorante progettato nei minimi dettagli, con rovere, design e sala da tè annessa o più prosaicamente andranno a farsi un panino da mangiare in ufficio? Come cambiano le cose. Non più il rifiuto dei privilegi, mala normalizzazione del comfort. Signore, il tè lo preferisce con latte o limone?




