Mentre Fratelli d’Italia promuove una raccolta firme per chiedere le dimissioni di Francesca Albanese dal suo incarico di relatrice speciale Onu, sul fronte opposto prende forma un appello speculare: quello di artisti e personalità dello spettacolo che si mobilitano in sua difesa. L'universo radical-chic, insomma, si raccoglie al fianco della paladina pro-Pal. Una contrapposizione che porta la vicenda fuori dai palazzi istituzionali e la proietta nel dibattito pubblico internazionale.
Al centro c’è il ruolo della Albanese, accusata ormai dalle cancellerie di mezza Europa aver oltrepassato i confini dell’imparzialità richiesti dal mandato Onu: il suo antisionismo, infatti, è a tratti inquietante. Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, spiega in un’intervista a Il Giornale: "Rriteniamo che i toni che questa signora ha assunto non abbiano nulla a che fare col ruolo che oggi ricopre all’Onu, ma siano funzionali ad altro". Da qui la decisione di avviare una petizione per chiederne il passo indietro.
FdI contro Francesca Albanese: "Revoca immediata del mandato"
Le ultime uscite di Francesca Albanese hanno messo ancora più in luce un argomento che già era sotto gli o...La polemica, come detto, non si ferma alla politica italiana. In Francia, Germania e in altri Paesi europei si discute sull’opportunità di verificare il mandato della relatrice per la Palestina. Ed è proprio contro l’iniziativa francese che si rivolge una lettera aperta firmata da oltre 150 artisti internazionali.
Tra i nomi compaiono i soliti noti: Asia Argento, Anna Foglietta, Javier Bardem, Mark Ruffalo, Annie Lennox e Laura Morante. Nel testo si parla di "guerra genocida" e si attacca Parigi: "Dall’inizio della guerra genocida che Israele conduce contro la striscia di Gaza, la Francia agisce all’opposto". E ancora: "Attraverso un sostegno politico, diplomatico, morale e materiale, lo Stato francese, sull’esempio di molti suoi omologhi europei, ha permesso a questo massacro insensato di continuare, contravvenendo così alla totalità dei suoi obblighi giuridici". I firmatari respingono anche le accuse rivolte alla relatrice, ricordando il suo chiarimento di non aver mai affermato che "Israele è il nemico comune dell’umanità", e le esprimono "sostegno".
La chiusura dell’appello rivendica: "Siamo infinitamente più numerosi, ai quattro angoli della Terra, a volere che la forza non faccia più legge”. I firmatari sono poco più di 150. Così, mentre una parte della politica chiede un cambio di passo nel nome dell’equilibrio istituzionale, una fetta del mondo dello spettacolo sceglie di schierarsi apertamente. Il solito, arcinoto, circoletto rosso.




