Le opposizioni battono un colpo... sbagliato. In occasione del minuto di silenzio alla Camera per Quentin Deranque, il 23enne attivista di destra ucciso a calci e pugni a Lione da Jeune Garde Antifasciste, ecco che sinistra e Cinque Stelle non perdono occasione per puntare il dito contro gli avversari. Insomma, anche la tragedia francese sfruttata per attaccare l'avversario politico.
Alla richiesta formulata da Augusta Montaruli affinché "tutte le forze si devono unire nel condannare, nel prendere le distanze, nel commemorare un ragazzo vittima del fatto di essere un attivista che manifestava per le proprie idee", i dem rispondono così: "Di fronte a brutali aggressioni non c'è bisogno di conoscere le idee degli aggressori per esprimere sempre la nostra netta, totale, completa condanna". Per Andrea Casu "semi di violenza stanno crescendo anche attorno noi e crediamo che nessuno possa permettersi di utilizzare l'ideologia per attribuire a fatti gravi valenze diverse".
Ma dai banchi delle opposizioni non è tutto. Anche la grillina Enrica Alifano si distingue per i suoi scivoloni, "non si dovrebbe morire così giovani, eppure accade ogni giorno: a Quentin Deranque o in guerre insensate. Non ci sono parole ma sconvolgenti episodi come questo non possono portare al sacrifico di libertà fondamentali come l'espressione del proprio pensiero, oppure a restringere spazi di espressione del dissenso. La politica non dovrebbe nutrirsi del sangue".
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Jean-Luc Mélenchon, leader dell’estrema sinistra francese, è finito nel mirino del governo, dopo l&r...Finita qui? Niente affatto: "Episodi terribili come questo non possono portare alla criminalizzazione di una parte politica o alla riduzione degli spazi di dissenso e di democrazia. Bisogna evitare commemorazioni strumentali o meglio funzionale alla compressione degli spazi della democrazia". Insomma, il sospetto è che Alifano pensi che anche la commemorazione di Quentin rientri in questo perimetro di strumentalizzazione.




