Il politicamente corretto, tanto caro alla sinistra illuminata e progressista, consiglierebbe di maneggiare la materia con cura, visto che Quaresima e Ramadan, per una rara coincidenza del calendario, vengono celebrate nello stesso periodo. Per i cristiani la data corrisponde al Mercoledì delle Ceneri e dura quaranta giorni. I musulmani iniziano il sacro mese del Ramadan, che coincide con l’avvistamento della luna crescente, il nono mese del calendario islamico, quindi il 18 febbraio. Un coincidenza di date dunque, ma che diventa un caso per la politica, visto che il Pd ha deciso di accomunare i due eventi, come se fossero sovrapponibili, con l’obiettivo di accattivarsi le simpatie della comunità islamica (230mila fedeli la stima ufficiale), pensando alle prossime comunali. Dal velo al voto, insomma.
Pur volendo continuare a maneggiare con cura la materia, non possiamo non ricordare che per i cristiani la Quaresima è essenzialmente la preparazione alla Pasqua. Nella Quaresima dei cristiani c’è una dimensione di tensione verso un avvenimento festivo, un cammino di pentimento e un rifiuto del peccato. Le feste dell’Islam, al contrario, non hanno lo scopo di evocare la storia passata o un avvenire. Il Ramadan non è la preparazione ad una festa né il ricordo di un avvenimento, è una pratica comandata dal Corano (2,183-187) ma di cui nel testo non è dato né il simbolismo né il significato. La differenza è evidente, comunque la si pensi e qualunque sia la religione professata.
Milano, scuola chiusa per Ramadan: ma solo il 35% lo festeggia
Non c’è due senza tre. L’istituto comprensivo Iqbal Masih di Pioltello, anche quest’anno, chiud...Ed è proprio su questo aspetto che la politica ha acceso i fari, anticipata dalla durissima reazione degli utenti dei social ai post del Pd metropolitano e della vice sindaco, Anna Scavuzzo, in cui vengono accomunate le due ricorrenze. «Ramadan Kareem («Che il Ramadan sia generoso») agli oltre 230.000 fedeli della città metropolitana di Milano. Nel mercoledì delle ceneri inizia anche la Quaresima cristiana. È un momento simbolico forte: le due più grandi comunità religiose della città iniziano contemporaneamente un percorso di riflessione, digiuno e solidarietà. L’immagine perfetta della Milano plurale che cammina insieme». «A tutte le cittadine e i cittadini musulmani di Milano», scrive la Scavuzzo nel suo post su Fb, «alle loro famiglie, alle comunità e alle associazioni che ogni giorno costruiscono dialogo e convivenza, rivolgo i miei più sinceri auguri per l’inizio del Ramadan». «Ramadan e Quaresima quest’anno camminano fianco a fianco», chiosa la vice sindaco, ma niente auguri ai cittadini e alle cittadine milanesi di religione cristiana...
«Come siamo ridotti male, veramente male», commenta Andrea Biancucci, «vogliono fare i padroni in casa nostra e tu li benedici!? Speriamo che arrivino presto le elezioni comunali, affinché certi obbrobri non li vedremo più». Più d’uno nell’immagine del post del Pd e della Scavuzzo ci vede un Duomo stilizzato sovrastato da una moschea. «Il rispetto per chi professa altre religioni è doveroso. Ma il rispetto non può diventare relativismo culturale», affermano l’eurodeputata e consigliere comunale della Lega, Silvia Sardone, e il consigliere comunale Ferrari Bardile, «esiste un dato oggettivo: la Chiesa cattolica ha un Concordato con lo Stato italiano; altre confessioni religiose hanno stipulato Intese ai sensi dell’articolo 8 della Costituzione. Questo significa riconoscimento formale, regole condivise, rapporti chiari con lo Stato. Non risulta invece, ad oggi, alcuna Intesa tra lo Stato italiano e rappresentanze dell’islam. È un fatto giuridico, non un’opinione». Che ci porta diretti al fenomeno delle moschee abusive, molto spesso luoghi di radicalizzazione.
«L’idea di accomunare mercoledì delle Ceneri e inizio del Ramadan è un’offesa per i milanesi», rimarca il deputato milanese di Fdi, Riccardo De Corato, «la scelta del Pd dimostra che in quel partito si è perso completamente il contatto con la realtà. I milanesi non festeggiano affatto la presenza di 230mila mussulmani, ma al contrario ne sono spaventati. Si rispetti quindi la tradizione cristiana di questa città senza più fare accostamenti blasfemi».
«Il dialogo interreligioso e interculturale è molto importante, soprattutto in una città come Milano dove la comunità musulmana è molto presente», afferma Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Fi, ma « al posto del Pd e della Scavuzzo avrei fatto prima l’augurio di buona Quaresima, rimarcando con orgoglio le nostre radici. Poi avrei augurato buon Ramadan a tutte quelle persone perbene che a Milano vivono, lavorano, producono, pagano le tasse e sono ben inseriti nella nostra comunità».
«Tutto ciò non stupisce affatto», rimarca Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Consiglio comunale, «purtroppo il Pd ha governato Milano mettendo in atto l’obiettivo politico della sostituzione culturale, con l’apertura indiscriminata delle porte della città, e oggi ne paghiamo le conseguenze». «Chi politicamente non ha un’identità e non la avverte, la cerca altrove», rincara Riccardo Truppo, capogruppo di Fdi a Palazzo Marino, «incapace di difendere la memoria delle ricorrenze cristiane, si equivoca nel celebrare quelle islamiche, proprie di posti lontani. La locandina dimostra lo spirito puramente modaiolo della sinistra milanese a cui piace sentirsi cosmopolita, ma dimostra sempre e solo un gran provincialismo».
Sin qui la politica. Ma basta andare sui social per sentire il rumore (oltre 3mila commenti della pancia dei milanesi). «Inizia anche la quaresima, come fossimo in un Paese musulmano», scrive Luca Bonvicini, «voi del Pd siete sempre a pecora davanti ai musulmani sperando di prendere i voti». «Sempre più lontani dai valori della cultura italiana. Pietosi. Dell’italiano medio non ve ne frega nulla», chiosa Andrea Crotti. Beh, per quanto la si voglia maneggiare con cura questa materia del Ramadan come la Quaresima, è comunque roba che scotta. «Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri figli, la propria dignità, la propria essenza, è contro Ragione», scriveva Oriana Fallaci, troppo poco letta e dimenticata troppo in fretta. Perché questo caso di Milano ci proietta dentro l’Eurabia. Maneggiare con cura non vuol dire non vedere.




