Libero logo

La sinistra piange per gli Ayatollah: Landini guida i compagni col turbante

di Alessandro Gonzatodomenica 1 marzo 2026
La sinistra piange per gli Ayatollah: Landini guida i compagni col turbante

4' di lettura

È umorismo nero ma non è fascista. L’umorismo è rosso ed è anche involontario. L’America bombarda gli assassini islamisti? Pd, 5Stelle e la Bonelli&Fratoianni, in ordine confuso come i loro artisti, chiedono l’esclusione degli Stati Uniti dalle Paralimpiadi; poi l’Italia deve uscire dalla Nato; sostengono che per impedire ai terroristi di produrre la bomba atomica bisogna sedersi al tavolo con loro (e sperare che sotto non abbiano piazzato la bomba atomica); c’è poi il contiano Riccardo Ricciardi, piuttosto barbuto ma non come l’ayatollah, il quale – Ricciardi, non Khamenei anche perché non può più predicare – pur senza turbante afferma che «i principali distruttori dell’ordine mondiale siamo noi», ma non i 5Stelle, bensì «l’occidente».

È lo stesso Ricciardi che l’anno scorso, alla Camera, portando occhiali da intellettuale però diversi da quelli di Toninelli ha dato al parlamento «una notizia», ha detto così: «Chi ha fatto l’Olocausto era una democrazia». Il democratico Adolf Hitler. Sotto il tendone rosso-giallo-verde, torniamo a queste ore, irrompe anche Maurizio, l’unico Landini dannoso per i lavoratori, il quale condanna Trump – a
Donald è venuto il ciuffo bianco – ma intanto la Cgil è appena stata condannata in primo grado con l’accusa di avere sottopagato un suo dirigente, rimasto pure senza Tfr. «Respingiamo l’attacco unilaterale di Usa e Israele, rappresenta l’ennesima grave violazione del diritto internazionale».

Ci sono poi i diritti dei vigilantes per i quali Landini ha sottoscritto contratti da 5 euro all’ora, e ci sono i fattorini del cibo che guadagnano 2 euro e 50 a consegna, più dei vigilantes ma meno dei giornalisti di Fanpage. Sennonché, dicevamo, c’è anche Mauro Berruto. Una volta allenava la nazionale italiana di pallavolo, poi è diventato deputato del Pd e ora fa tremare gli sportivi americani: «Come saranno trattati i dossier sui tavoli di Comitato Olimpico e Paralimpico Internazionale con questa clamorosa violazione della tregua da parte di Usa e Israele?». Berruto, responsabile Sport del Pd nel cui programma – a differenza di quanto fatto dalle destre – non è stato inserito il sabato fascista, voleva già boicottare la partita di calcio tra Italia-Israele, non per l’orribile spettacolo in campo ma per condannare gli ospiti.

Attenzione, chiudete le porte, irrompe Sant’Ilaria Salis patrona delle case altrui. Adesso si occupa di geopolitica: «Diritti e libertà non c’entrano. In gioco ci sono esclusivamente equilibri di potenza, controllo delle risorse, egemonia geopolitica». La Kissinger di Avs prosegue: «È una sporca guerra di predazione e sottomissione condotta in aperta violazione del diritto internazionale e priva di qualsiasi legittimità. L’Italia deve rifiutare questa guerra e non contribuirvi in alcun modo, neppure indirettamente o con il più piccolo gesto di sostegno. Il governo Meloni non provi a trascinarci in questo disastro, che nelle prossime ore e nei prossimi giorni potrebbe estendersi». La Salis, martellante, prosegue: «L’Ue, se dimostrasse di avere un po’ di schiena dritta e coerenza coi valori su cui si fonda, dovrebbe finalmente disallinearsi da Stati Uniti e Israele, rompere con la Nato, affermare una politica estera autonoma».

L’europrodigio della Bonelli&Fratoianni continua: «Serve un’autonomia incardinata sulla difesa del diritto, senza eccezioni né doppi standard, sull’impegno concreto e attivo per il disarmo nucleare globale e sulla promozione di una nuova architettura di sicurezza collettiva orientata alla pace». E però l’onorevole condannata per invasione di edifici è pessimista sulla qualità di chi la circonda: «Questa classe dirigente non lo farà, statene certi».

Poteva mancare Laura Boldrini? Sì, e non ne avremmo sentito la mancanza. E invece… «Nel mezzo delle trattative tra Usa e Iran, Israele questa notte ha nuovamente attaccato Teheran dando la possibilità a Trump di unirsi all’azione e colpire militarmente dove avrebbe dovuto prevalere il dialogo. Il rischio di una reazione a catena che generi un’escalation aprendo a un conflitto in tutta la regione è elevatissimo. Ue e Italia usino parole ferme di condanna verso tutto questo, non solo la “speranza che si concluda presto”, come ha fatto il ministro Tajani dimostrando tutta la sua inadeguatezza. Non è accettabile, per quanto odioso sia il regime degli ayatollah, permettere a un paese di attaccarne deliberatamente un altro provocando l’ennesima guerra». Già, l’odioso regime. 

Stavamo giustamente dimenticando Elly e Giuseppi. La prima: «Siamo tutti netti nella condanna del regime di Teheran, e convinti che l’Iran non possa avere e sviluppare un’arma nucleare, ma il modo per impedirlo per noi non sono le azioni militari decise da soli ma riprendere la via negoziale, quella diplomatica». Tocca a Conte: «A forza di valere fino a un certo punto, il diritto internazionale poi non vale più. A forza di essere “osservatori” col cappello in mano poi diventiamo meri spettatori, e finiamo per perdere la voce. Italia ed Europa si schierino contro azioni di attacco unilaterali come quelle di Stati Uniti e Israele che stanno scatenando la reazione dell’Iran». C’è poi l’ex ministro ossimoro Roberto Speranza, Bob Hope: tuona contro Trump e un tempo faceva il tifo per Kamala, convito che trionfasse, ma
poi è stata distrutta da Trump. C’è da sperare che Speranza tifi per gli islamisti.

ti potrebbero interessare