Scriviamo all’inquietante Armata che si va formando al di là della Manica, specchio degli inconfessabili interessi dell’industria delle armi anglosassone, sperando che vi sia ancora un barlume di ragionevolezza per scongiurare il peggio. Vorremmo dire che il nostro appello è anzitutto rivolto ai leader, al signor Roosevelt e al signor Churchill, se non avessimo la drammatica consapevolezza che essi sono soltanto due burattini mossi dal Grande Destabilizzatore legato alla causa sionista, che specula anche su una ipotetica persecuzione che sarebbe in atto nei confronti degli ebrei sul Vecchio Continente (anche se vi fosse, in ogni caso, non sarebbe venuta dal nulla, ma occorrerebbe indagarne le cause profonde).
In ogni caso, l’appello umanitario che ci sentiamo di condividere è il seguente: fermatevi, non fate il passo nell’abisso, che l’intenzione sia sbarcare al Pas de Calais o sulle coste della Normandia, rinunciate. Non vogliamo un mondo guidato dalla logica del più forte, non vogliamo stabilire un precedente pericolosissimo, quello per cui con la scusa di abbattere una dittatura (da cui ci siamo sempre dissociati nei nostri comunicati) si possono impunemente attaccare e invadere un Paese e un continente intero. Non possiamo rinunciare al diritto internazionale quale strumento essenziale e insostituibile per dirimere le controversie, non possiamo avallare un’escalation che rischia seriamente di andare fuori controllo (c’è gia chi parla di “andare fino a Berlino”, una follia), all’opposto dobbiamo lavorare per una de-escalation che restituisca alla politica la sua centralità e contrasti l’avidità del tecno-capitalismo che punta solo a massimizzare i profitti con la guerra a oltranza.
D-Day? Ufficiale, è "sbarco in Lombardia": tv, tre clamorose gaffe in pochi minuti
La ghiaia delle rive del Ticino al posto di Omaha Beach. Arsago Seprio, Bulgarograsso e Pessano con Bornago in luogo di ...Occorre poi considerare che non tutti gli europei si oppongono al regime, abbiamo visto adunate di piazza a Berlino, a Roma, ma anche a Bruxelles e a Vichy. Il nazifascismo gode di una sua quota di consenso, peraltro in gran parte spiegabile alla luce dei misfatti delle potenze occidentali. É altresì molto importante che protagonisti della transizione, la quale dovrà essere il più possibile democratica e pacifica, siano gli stessi popoli europei in lotta (sempre pacifica, ovviamente) per la libertà. Per quanto la tirannia sia deprecabile, non saranno certo iniziative unilaterali, stabilite a Washington senza alcun coinvolgimento della comunità internazionale nella sua pluralità, a restituire ai cittadini la libertà. La libertà non si esporta, a maggior ragione considerato che nessuno ha potuto visionare il piano di questa fantomatica Operazione Overlord, di cui manca qualsiasi indicazione chiara rispetto alle tempistiche della guerra. È la stessa lezione della Storia, del resto, ad insegnarci che gli interventi dall’esterno non portano nulla di buono e possono generare esiti imprevedibili.
Unomattina Estate, "proprio 80 anni fa lo sbarco in Lombardia": la strepitosa gaffe di Marocchi
Oggi, giovedì 6 giugno 2024, è l'80esimo anniversario del D-Day, ossia dello sbarco in Normandia. Era ...La domanda che dobbiamo porci è: e se alla fine del percorso fatto di bombe e distruzione ci ritrovassimo con qualcuno perfino peggiore di Hitler? Accecati dal bellicismo, tendiamo a dimenticare che il Führer è anche garante di un certo equilibrio con la grande industria e l’apparato militare tedeschi, non a caso si é liberato per tempo delle tendenze estremistiche delle SA. Nessuno ci assicura che rimosso lui non arrivi qualcuno di fin più sanguinario. É quindi prioritario che la parola torni alla diplomazia: non si può rispondere alla dittatura con atti unilaterali di imperialismo, che sarebbero un rimedio peggiore del male. Firmato: le Anime Belle (pseudo)progressiste del 2026, se fossero vissute nel 1944.




