Quello che doveva essere un incontro educativo sulla partecipazione democratica e sulla Costituzione si è trasformato, secondo alcuni studenti dell’Istituto Olivetti di Ivrea, in un vero e proprio momento di propaganda politica a favore del No al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, in programma a fine marzo 2026.I ragazzi hanno scritto una lettera di denuncia molto dura (diffusa l’8 marzo e rilanciata dalla sezione locale di Fratelli d’Italia), in cui criticano aspramente l’evento tenutosi il 18 febbraio e intitolato “Costituzione, tipologie di referendum e processo penale”.
L’incontro, come sottolinea il Secolo d'Italia, rivolto alle classi quarte e quinte e tenuto dal relatore Edoardo Fiore, avrebbe dovuto offrire un approfondimento giuridico neutrale e utile per i futuri cittadini. Invece, secondo i firmatari, è prevalsa una narrazione a senso unico nettamente orientata contro la riforma (cioè a favore del No).Il punto più grave segnalato è l’assenza completa di pluralismo e di vero dibattito: per due ore non sarebbero state ammesse obiezioni, domande critiche o opinioni contrarie.
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Francesco Cossiga viene ricordato come il presidente «picconatore», ma in questi giorni di battaglia sul ref...Gli studenti descrivono l’iniziativa come "due ore di propaganda politica" piuttosto che di reale educazione civica e giuridica.Nella lettera si sottolinea con forza che la scuola deve rimanere un luogo di confronto libero, crescita critica e rispetto del pluralismo politico, e non può trasformarsi in uno spazio di imposizione ideologica. Il caso di Ivrea riapre così il dibattito ricorrente sul confine tra educazione civica e propaganda nelle aule italiane, specialmente in periodo referendario.




