Libero logo

Otto e mezzo, Mieli gela Bonafede e Gruber: "Allora facciamo un'altra volta"

di Roberto Tortoragiovedì 12 marzo 2026
Otto e mezzo, Mieli gela Bonafede e Gruber: "Allora facciamo un'altra volta"

2' di lettura

In tema di referendum sulla giustizia va in onda un bel dibattito acceso tra Paolo Mieli e Alfonso Bonafede, ex-guardasigilli nel governo Conte, durante l’ultima puntata di Otto e Mezzo, il programma di approfondimento politico di La7, condotto ogni sera da Lilli Gruber dopo il tg di Mentana.

Mieli, nel sostenere le ragioni del , ricorda a Bonafede il caso Palamara e lo accusa: "Forse lei poteva fare un intervento più deciso perché qualcosa cambiasse". L’ex-ministro della Giustizia, però, non ci sta: "Abbiamo lavorato su una riforma che cambiava i meccanismi interni al Csm. Per la prima volta abbiamo scritto una norma sul blocco delle porte girevoli: il magistrato che entra in politica non può tornare alla magistratura. Abbiamo cercato di mettere in piedi un assetto che divideva completamente politica e magistratura. Non è bastato, il Governo è caduto".

Sempre Mieli, convinto in realtà della vittoria del No, spiega che riformare non significa stravolgere: "Non cambierà nulla, i magistrati saranno solo raddoppiati o triplicati, ma saranno eletti come avviene adesso, soltanto che verranno sorteggiati. È la finalità di questa riforma, invece di averli in proporzione delle correnti che riguardano 2mila magistrati su 9mila, verranno eletti in un bacino di sorteggio".

Bonafede obietta: "Un sorteggio così, puro, secco, nemmeno ponderato?". Mieli specifica: "Sarà ponderato, perché si chiederà di eleggerli tra quelli che hanno 20 anni di esperienza eccetera... Poi ci sarà tutta la parte attuativa e a quella l'opposizione, se vorrà, potrà partecipare. Quanto alla elezione dei politici, anche lì si potrà scegliere o di fare un canestro dove ci sono dei prescelti o due canestri se a un certo punto la sinistra dirà di non sentirsi garantita. Per l’Alta Corte i politici sono 3 su 15, eletti dal capo dello Stato. Questo intervento pesante che vede Bonafede non c'è".

Bonafede non lo accetta: "Non sono 3 su 15, perché nell'ottica del centrodestra c'è anche la possibilità del capo dello Stato. Aumenta la presenza numerica. La logica è logica, a lei non le sembra di creare uno squilibrio nel momento in cui la parte politica continua a essere eletta dalla politica, mentre quella togata verrà estratta a sorte?". Alla fine, però, il tempo del programma è tiranno e spazientisce Mieli: "Scusi, ma questo è un dibattito? Io non l’ho interrotta". La conduttrice Lilli Gruber interviene per chiudere il blocco: "Siamo a 31 minuti, andiamo avanti". Mieli replica con tono polemico: "Allora facciamo un altro dibattito un’altra volta, perché questo non è il modo". La tensione si chiude con l’annuncio della pubblicità.

"Questo è un dibattito?": Mieli contro Bonafede, guarda qui il video di Otto e mezzo su La7