Coincidenze, certo. Epperò clamorose. Succede che Maurizio Landini va a visitare il ghetto di Borgo Mezzanotte per un incontro con i lavoratori stranieri che vivono nella baraccopoli a pochi chilometri da Foggia. Solo che, dopo l’intervento del segretario della Cgil, nella bidonville divampa un incendio.

E pure grosso. Quattro baracche sono state avvolte dalle fiamme e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, evitando che le fiamme si propagassero ad altre strutture vicine. Secondo le prime informazioni non si registrano persone ferite o coinvolte nell’incendio. Nel corso dell’incontro, Landini ha più volte richiamato l’attenzione sulle condizioni dei lavoratori migranti nella baraccopoli, definendo la situazione «inaccettabile» e chiedendo soluzioni strutturali per il lavoro agricolo e l’accoglienza.

Intanto, sempre nel foggiano, un giovane gambiano è stato ucciso ieri pomeriggio al termine di un violento litigio nel ghetto l’Arena, alla periferia di San Severo, dove vivono una trentina di immigrati. Secondo le prime ricostruzioni, la vittima sarebbe stata colpita con un martello da un altro ospite della struttura. Le ferite si sono rivelate mortali. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, insieme alle forze dell’ordine, che dopo qualche ora sono riuscite a fermare il presunto assassino. La vittima è stata trovata in una delle stanze della struttura. Sia la vittima sia il presunto aggressore sarebbero immigrati regolari, entrambi impiegati come braccianti nelle campagne della zona. «Una tragedia che colpisce e addolora profondamente la nostra comunità» dichiara il sindaco, Lidya Colangelo.

«La morte del giovane ospite della struttura “L’Arena” in contrada Sant’Elia, che accoglie lavoratori stagionali impegnati nelle campagne del nostro territorio, ci lascia sgomenti e profondamente rattristati» aggiunge il primo cittadino. «In momenti come questi il pensiero va innanzitutto ai genitori di questo ragazzo, ai suoi familiari e ai suoi affetti, travolti da un dolore immenso. Eventi di tale gravità non dovrebbero mai verificarsi, soprattutto in un Paese civile e accogliente come l’Italia, dove il rispetto della vita e della dignità delle persone deve rappresentare un valore irrinunciabile»





