Tutta la politica si è unita nel ricordo di Umberto Bossi, il fondatore della Lega che è scomparso ieri, giovedì 19 marzo. Il "Senatùr" è stato uno dei personaggi decisivi della Prima e della Seconda Repubblica, capace di imprimere un segno nello smantellamento della logica dei partiti della cosiddetta Prima Repubblica. Ma una voce si è distinta, una voce ha scelto di smarcarsi dal coro di cordoglio a favore del Senatùr. La voce in questione è quella di Laura Boldrini, che non è riuscita a trattenersi dal criticare, dall'insultare il fondatore della Lega..
"Comunque è un personaggio che io non posso apprezzare - ha esordito così l'ex presidente della Camera ospite a L'aria che tira, il programma condotto da David Parenzo su La7 -. Se non per una cosa: che è sempre stato antifascista. Dichiaratamente antifascista, cosa che i signori e le signore del governo oggi non hanno il coraggio di affermarlo. Per il resto, Bossi ha sdoganato il peggior linguaggio: violento, sessista, razzista. Bossi è stata una persona che ha odiato il Sud del nostro Paese, un anti-meridionalista. Ha creato odio anche all'interno del nostro Paese. Quindi una figura che ha dato il via a tutto quello che poi è arrivato. Nel senso però peggiore del termine - ha concluso -, lo dico con rispetto verso la persona ma sarei ipocrita a stare qui a esaltare questa figura politica". Insomma, nemmeno nel giorno del cordoglio, nemmeno nel primo giorno dopo la morte...




