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Referendum giustizia, traveggole a sinistra dopo il voto: ecco le peggiori sparate

lunedì 23 marzo 2026
Referendum giustizia, traveggole a sinistra dopo il voto: ecco le peggiori sparate

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Il "No" vince la sfida del referendum, la giustizia non cambia, con la scusa della Costituzione "intoccabile". E a giudicare dalle reazioni delle opposizioni, non cambia nemmeno la sinistra, che continua a scambiare le elezioni di qualunque tipo come verdetti insindacabili di natura politica.

Il voto sulla separazione delle carriere e il Csm, è innegabile, politico lo è stato. Da intendere però come "ideologico", come tutti i confronti muro contro muro. Giorgia Meloni da settimane ha messo in chiaro che non si sarebbe dimessa in caso di sconfitta, e lo ha ribadito anche nel pomeriggio. Eppure c'è chi nel Partito democratico azzarda: secondo Paolo Romano, consigliere lombardo molto in vista nei talk televisivi, la premier dovrebbe "chiedere scusa e dimettersi", appunto. Dimostrando così di aver capito poco o nulla della posta in gioco. Non è un caso che la sua capa, Elly Schlein, si limiti a sganciare qualche slogan ("La batteremo alle elezioni") mentre Giuseppe Conte, leader del M5s, ritiri fuori la carta dell'"avviso di sfratto".

Per Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana e deputato di Avs, "da qui in avanti cambia il vento, cambia la musica e si comincia a guardare il prossimo obiettivo che è quello delle elezioni politiche, lo guardiamo con un tutt'altro spirito". Nel campo largo, insomma, hanno già fatto partire il conto alla rovescia sebbene, tra "formula-regionali" e, immaginiamo, "formula-difensori della Costituzione", equilibri e assetti della maggiorana appaiono ancora fragilissimi e incerti.

Forse non è un caso che il più deciso nell'attaccare Meloni e cantar vittoria sia Matteo Renzi, che nel centrosinistra è visto come il fumo negli occhi da molti leader e leaderini. "Da oggi è un'anatra zoppa. Per lei parte un anno di via Crucis", è la sentenza del capo di IV sulla premier. "C'è una sconfitta evidente, spero che il centrosinistra vada rapidamente alle primarie, da oggi il centrosinistra è nelle condizioni di vincere le elezioni politiche", ribadisce l'ex sindaco di Firenze. "La partita di oggi segna la fine del tocco magico di Giorgia Meloni, l'unica cosa che non si può permettere è fare finta di nulla, altrimenti significa che è diventata una donna del palazzo".

Renzi gongola al punto da rischiare un clamoroso cortocircuito quando ricorda a Meloni che "quando il popolo parla, il palazzo deve ascoltare". Proprio lui, che nel 2016 aveva promesso di lasciare non solo Palazzo Chigi, ma la politica. "Per Meloni è una sconfitta politica, ci hanno provato, gli è andata male", esulta Angelo Bonelli di Avs. "Oggi è una straordinaria giornata di partecipazione, grazie a tutti gli italiani e a tutte le italiane che hanno difeso la Costituzione". E se il verde sembra essere il più sobrio del lotto, allora a sinistra rischiano di avere un grosso problema nel giorno della vittoria. Si tratta solo di capire se se ne renderanno conto da qui alle politiche.